Michele Strogoff di Jules Verne

strogoffLa lettura per me è puro divertimento, per cui in genere leggo solo quello che mi va di leggere quando mi va di leggerlo. Ma i miei amici di Parla della Russia sanno sparigliare per carte, per cui nel 2016 mi sono trovata a leggere libri che non avrei mai pensato di leggere.

Michele Strogoff di Jules Verne appartiene senza dubbio ai libri che mai mi sarei decisa a leggere, se non fosse per la categoria #libroTransiberiano della RC2016.

Ho scelto questo libro perché da bambina alla televisione davano lo sceneggiato del quale ricordo pochissimo eccetto la mia esaltazione per il protagonista Michele.

Dopo molti anni ritrovo le stesse sensazioni leggendo il libro che è PURA AVVENTURA. La trama è semplice: Michele Strogoff, corriere dello Zar, deve attraversare tutta la Russia, da Mosca a Irkutsk, in Siberia, per avvisare il fratello dello Zar che un traditore, Ivan Ogareff, alla guida di un’orda di Tartari, sta per invadere la città. Sono più di 5000 km da percorrere in breve tempo, evitando i nemici, superando pericoli atmosferici e ambientali e, soprattutto, cercando di passare inosservati. Durante il suo cammino, Strogoff incontrerà vari personaggi fra cui il cattivissimo Orloff e Nadia, che diventerà poi sua moglie.

Qui non ci sono sfumature: ci sono buoni contro cattivi, dove il buono è anche bello, gentile, leale, coraggioso ed il cattivo è furbo, perfido, sleale. Con Michele Strogoff puoi tornare bambino e tifare dall’inizio alla fine per il personaggio migliore, sperando che fra mille incidenti di percorso, alla fine il coraggioso ragazzo riesca a giungere alla meta. Puoi odiare lo spregevole Orloff senza sensi di colpa, perché è un personaggio profondamente negativo. Puoi seguire le innumerevoli peregrinazioni Michele, l’eroe che esce da un pericolo per incappare immediatamente in quello successivo, l’eroe che non esita ad aiutare chi ne ha bisogno, che non ha paura di orsi o lupi, che disperatamente protegge la vecchia madre.

E chissene se alla fine Verne non è “politically correct”. Questi sono libri dove è l’avventura a essere predominante, il ritmo è serrato, gli eroi buoni sono di saldi principi e la missione da portare a termine è di vitale importanza.

Reading Challenge 2016
Questo libro partecipa alla #ReadingChallenge2016 nella categoria #libroTransiberiano.

Il libro: Michele Strogoff

Autore: Jules Verne
Bacino d’utenza: Lo consiglio a tutti, per qualche ora di pure relax, per ragazzi, giovani, adulti e anziani

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6 commenti

  1. Come te non sono mai stata incuriosita da questo e, per la verità, da altri libri di Verne. Forse da bambina li consideravo troppo maschili anche se mi sono letta altri classici maschili come La freccia nera, L’isola del tesoro, I ragazzi della via Pal. Ricordo benissimo lo sceneggiato e la scena in cui il povero Michele viene accecato. A volte anche libri che non sceglieremmo in prima battuta si rivelano interessanti per aspetti che non immaginavamo… mi è capitato diverse volte ultimamente.

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  2. Veramente hai ragione! Questa Reading challenge mi ha riservato varie sorprese e una “sola”. Ho finito ora di leggere P.K. Dick, Ma gli androidi sognano pecore elettriche? per #libromyear e sono rimasta anche questa volta piacevolmente sorpresa

    Liked by 2 people

    1. Agata (e la tempesta) · · Rispondi

      Vedi, quando abbiamo detto di leggere un libro transiberiano ho semplicemente pensato che non ne conoscevo. Anch’io ricordo la scena dell’accecamento, terribile. Eravamo bambine, Polly!

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      1. Certo, ci deve avere sconvolto l’accecamento noi bambine dell’epoca! Però ti ricordi pure come finisce?

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      2. Agata (e la tempesta) · ·

        No, non me lo dire 😉

        Liked by 1 persona

  3. […] Michele Strogoff, Jules Verne #libroTransiberiano. Ma ve lo ricordate lo sceneggiato con l’accecamento del protagonista. Io me ne ero innamorata per cui ho deciso di leggere il libro. Ne ho scritto qui […]

    Mi piace

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