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Ovvero storia di un essere ordinariamente inutile

Se in più punti del globo ci fossero posti dove i bambini con patologie oncologiche ed oncoematologiche vengono sottoposti a della durissima e severa terapia…ricreativa, non vi piacerebbe saperlo? Non sareste contenti di essere certi che questa figura mitologica: il vostro 5 per mille (dico per dire), vada a posti così? dove i bambini arrivano straniti, ingrugniti, rabbiosi ma mai arrabbiati. A volte sono cupi, guardinghi furbi…bambini dai! E si trasformano per via diventando lievi, sorridenti e…felici.

Io quel posto l’ho visto ed esiste davvero, è così come dicono.

Vai convinta che aiuti, tu dai una mano…servi, eh se non vai tu come fanno? Arrivi impettita e tronfia e di soppiatto ti sgonfiano come un pallone, ti demoliscono, il tuo cervello cubo di rubik perde le facce di un colore e diventa l’insediamento del caos matricolato.

Perché fai fatica ad accettarlo, ma è così: non sei tu che aiuti loro, sono loro che aiutano te, danno, danno ad ampie mani che quando vai via non sai più dove metterne, di amore dolore colore. E li guardi incantata, ridono, con i dentini in vista e gli occhi luccicanti,  piccoli medi grandi, ridono a crepapelle, “vado a fare la chemio”,e ridono, “prendo la pasticca tienimi il posto in porta”, e tornano e ancora sorridono e tu ti rimpicciolisci come un verme di miglio, ti vergogni del tuo pensiero  per la rata dell’auto, il mutuo e quel coglione che non chiama mai… Mi hanno insegnato e hanno usato la forza per fermarmi, non smettevo più!

Il bacino di utenza: per chi si è chiesto da dove viene  “Un vorrei un ma poi e un vaffanculo”, perché mentre ti sganasci sei arrabbiata, perché non è giusto. Punto.

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6 commenti

  1. Sono andata sul loro sito. So che non hai scritto il post per ricevere dei complimenti ma te li faccio ugualmente, per la tua semplicità nel raccontarlo e per il sostegno ad un progetto che merita di essere conosciuto 🙂

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  2. Ho sentito spesso parlare di Dynamocamp: su Radio Deejay ogni tanto invitano gli organizzatori che ne descrivono il funzionamento e le modalità, di solito in occasione di raccolte fondi. Faceva già una buona impressione (nel senso di organizzazione “seria” e “vera”), ma sentirne raccontare da una persona “esterna” al Campo (ma “interna” a noi) fa un altro effetto! Grazie.
    E condivido in pieno il “vaffanculo” e il “punto”.

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