Un vorrei, un ma poi e un vaffanculo

Il sorriso in un giorno di sole

Non dura il tempo di trovarmi allegra quando piove

Sento puzza nella stanza

Mi amputerei per non avere la panza

La bruttezza mi deprime

Troppo amore mi opprime

Faccio schifo come il tifo

Lui, spavaldo, sorride, ride sghignazza, fa linguacce alla luna

Se domani vede le stelle avrà avuto fortuna

Vorrei averli io i tuoi buchi sul petto

Liscio molle perfetto

Ma poi cosa ridi, virgulto, sei felice, perché

Dammi il modo la ricetta

Fai felice pure me

Barbina tapina , fammi tale e quale a te…

E’ che mi incazza la stazza della razza che ammazza

Piccolo insignificante, nemmeno si vede

Infante, prolifero coniglio, artiglio

Si aggrappa non molla, azzecca come la colla

Mangia ti azzanna ti lascia alla canna

Cellulina birichina, ti prendo, t’ho visto e sul dito ti ho apposto

Ti guardo non ti vedo con la lente mi piego

Senti a me mò ti anniento

Non emettere un lamento, ho un saluto, un’ ambasciata

Manco so chi l’ha lasciata

Ma la urlo a squarciagola così non mi sento sola:

Vaffanculo.

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5 commenti

  1. la poesia è bellissima! sapendone la “causa” è di una lucidità abbagliante, complimenti per il coraggio che occorre per andare al dynamo camp e per la trasposizione, brava la cuggina danielonda adesso me ne andrò a leggere un po’ in giro per il bloggg …. Elisachedicugginenehasolo2 ps io non amo le poesie, in genere…

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