Jane Austen la “controrivoluzionaria”?

A me Jane Austen piace molto. La leggo quando ho bisogno di un bel classico senza troppo impegno e quando ho voglia di romanticismo.

All’inizio trattavo i suoi libri un po’ come i nonni degli Harmony, con trama senza troppe sorprese: lei, l’eroina bella, ricca ma soprattutto intelligente e fuori dalle righe, lui antipatico ma solo all’apparenza, il voltafaccia con l’immediato (im)previsto innamoramento, la società che in qualche modo si oppone e l’immancabile e desiderato lieto fine.

Poi ho scoperto tra le pagine di Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi, autobiografia di una docente universitaria iraniana (che tra parentesi consiglio vivamente di leggere), che Jane Austen era considerata tra gli scrittori “controrivoluzionari” che, assieme a Eliot, Nabokov, Fitzgerald e tanti altri, non dovevano e non potevano essere letti in Iran durante il regime di Khomeini, in quanto parte (cito dal risvolto di copertina) “di una delle più temibili incarnazioni dell’Occidente: la sua letteratura”.

Mi si è aperto un mondo! La rassicurante Jane Austen controrivoluzionaria? Posso capire che venga malvista Lolita; posso pure comprendere che il Grande Gasby venga considerato il Grande Satana. Ma la Lizzy Bennet di Orgoglio e pregiudizio che cos’ha di così contrario al regime?

Allora ho cominciato a leggere con più attenzione i suoi romanzi, prefazioni e postfazioni comprese, e, beh, molte cose mi sono saltate agli occhi: intanto la nostra Jane è una scrittrice donna e già questo, tra fine Settecento e inizi Ottocento, è un fatto interessante.

Poi è vero che quelle che descrive sono donne la cui occupazione principale è frequentare la società, fare lunghe passeggiate, organizzare visite e cene e, alla fine, cercare marito. E’ anche vero, però, che sono donne che si sposano per amore, spesso rifiutando con decisione e sicurezza il matrimonio solo conveniente (dico “solo” perché, come in un Harmony che si rispetti, queste donne riescono a trovare il marito meraviglioso e pure nobile e ricco…).

Emma, protagonista dell’omonimo romanzo, decide addirittura proprio di non sposarsi, perché è felice così come è, ha la vita piena e occupata da svaghi e interessi. Salvo poi cambiare idea quando si innamora perdutamente (e ditemi voi se non è moderna e attuale in questo atteggiamento…). Qui, come altrove, non mancano l’ironia e il gusto della presa in giro dei suoi personaggi da parte dell’autrice, che, nel caso di Emma, si diverte a contrapporre l’estrema sicurezza e decisione della fanciulla alla sua serie di errori di valutazione che la fanno cadere e fanno cadere altri in equivoci vari.

Altro aspetto singolare è  “il cammino del riconoscimento di sé”. Mi riferisco ancora ad Emma: dopo gli errori ha bisogno di riflettere tra sé, di capire dove ha sbagliato, comprendere se stessa per superare le difficoltà e andare avanti con forza. Prima ancora dell’avvento della moderna psicanalisi.

Insomma, Jane Austen è una donna che mette la donna al centro dei suoi romanzi: una donna cosciente di sé, una donna che sa decidere, una donna che sa opporsi.

Esattamente quello che in Iran non doveva succedere.

Il libro: Uno qualunque: tra gli altri Orgoglio e pregiudizio, Persuasione, Ragione e sentimento e, per me l’ultimo in ordine di lettura, Emma

L’autore: Jane Austen

Il bacino di utenza: Senz’altro libri al femminile che forse alcuni uomini dovrebbero leggere, anche solo per pura conoscenza

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11 commenti

  1. Mariarosa · · Rispondi

    molto interessate quest’analisi… la riposto sul nostro blog del gruppo di lettura!

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  2. Con Jane Austen sfondi una porta spalancata. Ho sempre pensato che chi non la apprezza non ‘ha capita veramente, perché come scrivi giustamente le donne della Austen sono tutt’altro che sciocche capricciose. E poi l’umorismo e l’arguzia di alcuni passaggi vale da sola il prezzo del biglietto. Da leggere e rileggere.

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    1. Hai proprio ragione: anche a me piace tanto il suo umorismo, soprattutto se penso all’epoca in cui scrive!

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  3. Mariarosa · · Rispondi

    Reblogged this on LibriPensieri.

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  4. Bello Bello questo post cugggina Robbbs. Anche io sono una grande estimatrice della Austen e mi è piaciuto anche il libro “Leggere Lolita a Teheran”.

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    1. Grazie cara! Come al solito il consiglio di leggere “Leggere Lolita a Teheran” me l’avevi dato tu a quei tempi…

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  5. Ciao ragazze, e grazie robbbbs. Anche a me la Austen è sempre piaciuta molto; è sempre attuale, e trovo miracoloso il fatto di identificarmi nelle sue eroine , a secoli di distanza. Il fatto è che le sue donne sono romantiche, determinate, volitive; soprattutto volitive: amano e vogliono che sia l’amore la luce guida della loro vita; ma non lasciano che l’amore capiti e basta. Lo perseguono, lo coltivano, lo nutrono, lo fanno sopravvivere contro ogni logica.
    Al di là dell’amore romantico, a me sembra un insegnamento di vita profondo: sarai tanto felice quanto riuscirai ad amare. Non so se volesse dire questo, ma io è questo che sento.
    Grazie ancora robbbbs!

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  6. Grazie a te Cugginageno! Bello l’insegnamento di vita: non ci avevo pensato, ma mi piace molto!

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  7. Roberto · · Rispondi

    Trecugggine, perché scrivi che ” forse alcuni uomini dovrebbero leggere? ” ho letto la Austen (grazie a Stravagaria che me l’ha presentata tempo fa) e mi è molto piaciuta, per tanti motivi ma soprattutto perché scrive divinamente! Leggere è un piacere, intenso se chi scrive lo sa fare molto bene. Per me J è da questo punto di vista di valore assoluto, per donne e per uomini. Quindi tutti dovrebbero leggerla!

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    1. L’ho scritto pensando che le “romanticherie” di Jane Austen non siano così amate dal mondo maschile, ma mi fa molto piacere che non sia così!

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    2. Grande Roberto! Comunque sei abbastanza “unico”. Finora ho conosciuto solo una decina di uomini che hanno letto (e apprezzato) Jane Austen!

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