Nuovo Mondo: come nasce l’America

Vi segnalo questo articolo commovente dal blog Letto fra noi di Francesca Magni.

Avevo già dato uno sguardo alle foto  del museo di Ellis Island pubblicate da Francesca Magni su Facebook, e le avevo trovate di una tenerezza infinita. Una civiltà che celebra la sua storia, la povertà e la miseria dalla quale è sorta, non può che destare tenerezza, e anche una ammirazione che invano ho cercato di soffocare con snobismo all’europea. La abitudine della cultura americana di autocelebrarsi, che a noi sa di infantile e che giudichiamo con sufficienza, è quella che ha permesso ad un paese di nascere, e a milioni di persone di costruirsi una vita decente.
Gli americani spesso non sono simpatici, è vero, ma sono stati capaci di pensare e fare il proprio futuro come nazione, e di riconoscere il contributo dei pezzenti morti di fame disperati che da tutto il mondo vi cercavano rifugio.

E hanno saputo raccontarci le loro storie; perché alla fine le storie ben raccontate cambiano il mondo, ed è questo che cerchiamo nei libri, ed è per questo che li amiamo.

Per aver saputo raccontare queste storie io ringrazio gli americani; e grazie a Francesca Magni per essere stata la mia inviata speciale ed aver riportato a casa il suo amoroso reportage.

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3 commenti

  1. Cara cugginageno, grazie per quello che scrivi così generosamente. Ma più di tutto grazie per aver raccolto ciò che più mi premeva: uno sguardo diverso, non ideologico e disposto a capire una storia. A Ellis Island ho ammirato anche il modo in cui quegli anni sono raccontati: senza nascondere nessun lato buio di quell’accoglienza, che comunque comprendeva prassi anche un po’ vessatorie. Mi chiedevo se un giorno avremo il coraggio di fare dei nostri cpt luoghi di memoria, sinceri e davvero capaci di raccontare una stria autentica. Perché solo le storie autentiche cambiano il mondo, dici bene!

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  2. Scopro ora il vostro blog, siete da seguire, abbiamo già alcune cose in comune, in primis il vostro legame di cugine e a seguira la passione per la lettura, partiamo alla grande.

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    1. Ciao Kemate, grazie per il tuo entusiasmo. Seguici e mi raccomando, condividi anche le critiche e i suggerimenti quando ne avrai.
      Buona lettura!

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