Trilogia della pianura #3: Benedizione di Kent Haruf

benedizioneNel terzo volume della Trilogia della pianura, Benedizione, siamo sempre a Holt, una ventina di anni dopo gli eventi narrati nel libro Canto della Pianura. Al centro del racconto c’è il vecchio Dad Lewis, che sta morendo di cancro. Nel mese di vita che gli resta vuole accanto a sé quanto rimane della famiglia: la moglie Mary e la figlia Lorraine.

Dad prende commiato dalla vita, dagli amici, dalle persone che hanno lavorato con lui, dai luoghi che gli sono stati cari. Ripensa agli errori che ha commesso, alle persone che non ha perdonato e quanto dolore, la sua rigidità, ha causato in loro. Il grande assente è il figlio Frank, che se ne è andato di casa appena finite le scuole e che ha chiuso definitivamente i rapporti con il padre. Come e perché lo si apprende durante il libro.

Appena finito di leggere il libro, mi sono imbattuta in questo toccante progetto del fotografo Dario Mitideri, Lost Family Portraits. Nel progetto fotografico le famiglie siriane sono ritratte in posa: i presenti in abiti colorati lasciano gli spazi vuoti ad indicare l’assenza della persona amata, che spicca sul fondale nero. Il parente morto o disperso è sempre lì, accanto alla famiglia spezzata, che pur continua a vivere.
Proprio perché il ricordo del romanzo era ancora così vivido, in queste foto ho colto delle analogie con Benedizione. Perché accanto alla famiglia di Dad, alla quale manca il figlio Frank, si muovono altre famiglie. Sono tutte famiglie spezzate, nelle quali manca un elemento: nonna e nipote orfana, madre vedova e figlia separata, il pastore con il figlio, la cui moglie si è allontanata. La stessa figlia di Dad, Lorraine, ha perduto la figlia sedicenne in un incidente stradale.
La perdita di una persona amata è una costante.

Le famiglie siriane ritratte per il progetto Lost Family Portraits Dario Mitidieri/Cafod
Le famiglie siriane ritratte per il progetto Lost Family Portraits Dario Mitidieri/Cafod

Nelle ultime ore di vita Dad rivede accanto a sé suo figlio, i suoi genitori, la famiglia che ha cacciato da Holt.  Le persone che in modi e tempi diversi hanno rappresentato un nodo cruciale della sua integerrima vita.

In questo scorrere lento del tempo, il dolore soffuso ma accettato, la morte attesa con ineluttabilità, c’è un unico elemento consolatorio: Alice, la bimba orfana di madre che vive con la nonna Berta May accanto alla casa dei Lewis. La sua presenza, il suo viso infantile, la risata, la sua bicicletta lilla che percorre la strada sterrata sono i momenti più dolci del libro. Quelli in cui Haruf dimostra come la vita, nonostante la morte, continui. Il paesaggio di Holt, che pur si coglie in alcuni punti, resta sullo sfondo. Sono i rancori e i dolori, le sopraffazioni, le gentilezze, gli scatti d’ira che compongono il quadro della vita umana, di Dad Lewis come di ognuno dei personaggi del libro e come ognuno di noi lettori, al centro di questo libro intenso e immenso al tempo stesso.

Anche qui, forse più che in Canto della Pianura, Haruf racconta semplicemente LA VITA.

 

Reading Challenge 2016Con Benedizione partecipo alla #readingchallenge2016 nella categoria #misparounatrilogia

Il libro: Benedizione

Autore: Kent Haruf (traduzione di Fabio Cremonesi)

Bacino d’utenza: Non posso che ripetere quanto detto a proposito del libro precedente Canto della Pianura. Piacerà sicuramente a chi ha amato Olive Kitteridge della Strout, Stoner di Williams e il grande Carver di Cattedrale.

 

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