La giornata di un opričnik di Vladimir Sorokin

opriznik1Russia 2027.  La Russia è dominata dal re e dai suoi più fedeli servitori che, come in ogni dittatura che si rispetti, possono subire avverse fortune in un batter d’occhio. Sorokin ambienta La giornata di un opričnik in un futuro prossimo ma quanto mai legato alle tradizioni passate della grande Rus’.
In questa atmosfera futuristica si muovono Andrej Komjaga e i suoi confratelli dell’opričnina, la guardia del corpo di Ivan il Terribile sinistramente famosa per la sua spietatezza, che nel 2027 è tornata di nuovo in gran spolvero.

Un opričnik come Andrej Komjaga, fedelissimo del re e suo braccio armato,  ha il potere di picchiare, violentare, derubare e punire i nemici della re.
Per passare da nemici ad amici dello zar, nella Russia del 2027, non ci vuole molto: un’azione sbagliata, una lamentela, una parola di troppo ed ecco apparire gli Opričniki a bordo di auto fiammanti con una testa di cane mozzata appesa. Un duello a mani nude e il ribelle è punito, derubato, denudato, fustigato e infine ucciso. La moglie violentata e la casa bruciata.

Vladimir Sorokin segue la giornata di Komjaga, uno degli opričnik più vicini al potere, dal mattino in cui si sveglia, al momento in cui compie uno stupro, poi una fustigazione e una tortura per giungere fino all’incredibile e divertente (e inverosimile) rito orgiastico finale.

Se da un lato gli opričnik utilizzano la violenza fisica in tutte le loro operazioni, dall’altro lato è loro vietato usare il turpiloquio. Allo stesso modo possono violentare impunemente le donne dei traditori dello stato ma non possono eccedere nell’alcool. Non hanno rispetto per le loro vittime, ma sono sottomessi e adoranti di fronte al loro sovrano. E Komjaga arriva a commuoversi fino alle lacrime ascoltando le canzoni di musica popolare.
Questo continuo spaesamento del lettore e l’evidente illogicità del comportamento degli Opričniki non può che suscitare un sorriso a denti stretti.

Surreale, dissacrante, al limite del comico, il libro getta una luce inquietante anche sulla Russia di oggi e sui suoi miti di forza e di indottrinamento filo-nazionalista. Pubblicato nel 2006 in Russia, solo nel 2014 è stato tradotto in Italia da Denise Silvestri per Atmosphere Libri. Un lasso di tempo che ha dato maggior vigore alla visione distopica della Russia moderna nel prossimo 2027.

Sorokin pur nella sua originalità, è debitore di molti degli scrittori russi, a cominciare da La giornata di Ivan Denisovic di Aleksandr Solzenicyn, fino a Tolstoj e al grande Bulgakov. Proprio per questo, forse, si diverte a far bruciare l’opera omnia di Cecov nel camino della regina.

Reading Challenge 2016Con questo libro russo, regalo della russa Tatiana Larina partecipo alla Reading challenge russa #readingchallenge2016 nella categoria #librorusso

Il libro: La giornata di un opričnik

L’autore: Vladimir Sorokin

Il bacino d’utenza: per chi ama i romanzi distopici con un pizzico di grottesco, per chi è incuriosito dalla moderna produzione letteraria russa.

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13 commenti

  1. Tatiana Larina · · Rispondi

    oh uahooo!!! grande Polimena!! ma ti è piaciuto? quante stelle gli daresti?

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    1. Ho dovuto farlo decantare un po’ per capirlo. É un libro molto diverso da tutti quelli che ho letto finora. Grottesco e multiforme. Ma le immagini del libro continuano a balzarmi in mente. Quindi si, mi è piaciuto. Tra le 3 e mezza e le 4 stelline anobiane.

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  2. Ecco stavolta non riesco proprio a capire se potrebbe piacermi. Non sono una grandissima amante dei russi ma gli aspetti grotteschi e distopici mi incuriosiscono. Hai pescato un romanzo di cui non avevo proprio mai sentito parlare…

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    1. Neppure io! Infatti è un gradito regalo.

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  3. Curioso. Leggendo Ragazzi di Zinco sto scoprendo una Russia moderna molto simile all’America, almeno da lontano. La fantascienza, i pionieri dello Spazio e delle terre vergini. Ho letto su Chabon che anche Nabokov ha scritto fantascienza. Grazie del consiglio!! 🙂

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  4. La traduttrice ringrazia umilmente. E si complimenta per aver indicato il nome dell’autrice della traduzione. Molti giornalisti non lo fanno, contravvenendo a una legge sul diritto d’autore. Brava e bella recensione. Citate sempre il traduttore! 🙂

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    1. Che piacere gentile traduttrice! In realtà spesso mi scordo anche io di indicare il traduttore ma in alcuni casi il vostro lavoro é così complesso e la lingua così piena di sfumature che trovo impossibile e ingiusto non citare il vostro lavoro. Nel caso di questo libro le note a margine mi sono state utili per far luce su alcuni punti poco chiari ma i tanti termini non tradotti e lasciati in corsivo nel testo non potevano essere raccolti in un glossario a fine libro? Grazie per essere passata di qui e posso promettere solennemente che da ora in poi non ometteró più il traduttore!

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      1. Felice della tua promessa! Venendo alla tua domanda, purtroppo non si può mai sapere fino in fondo quanto ogni singolo lettore conosca di ambientazione, fatti storici, realia (ecco una parola meravigliosa che dice tanto in poche sillabe!) e infarcire di note non si può. I glossari diventano necessari in testi più corposi. E ci sono regole editoriali che a volte “stonano” con i desideri di molti lettori. 🙂 Ancora grazie!

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  5. […] e così via”. Si tratta di una costruzione continua, di capire come si è arrivati a Sorokin e come si è evoluta la letteratura Russa che ha influenzato le lettere a livello […]

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  6. […] e così via”. Si tratta di una costruzione continua, di capire come si è arrivati a Sorokin e come si è evoluta la letteratura Russa che ha influenzato le lettere a livello […]

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  7. […] è proprio una delle componenti fondamentali per capire se stessi e gli altri. Menzione speciale: La giornata di un opricnik, Vladimir Sorokin, per l’atmosfera al contempo distopica e da classico russo, e per il punto di vista davvero […]

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  8. […] La giornata di un opricknik, Vladimir Sorokin #librorusso. Regalo della Principessa Tatiana Larina molto apprezzato. Ne ho scritto qui […]

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  9. […] con La giornata di un Opricnik (andate a leggere la bella e consistente recensione della nostra Polimena), la raccolta di raccolti declina in maniera più sottile molti aspetti dell’oppressione e […]

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