Arrigoni e la bella del Chiaravalle – Dario Crapanzano

Arrigoni e la bella del ChiaravalleLa Mondadori ha ristampato i libri di Dario Crapanzano già editi dai Fratelli Frilli con un look riconoscibile: copertina con sfondo ocra e auto d’epoca in primo piano, pagine ruvide al tatto, titoli che richiamano la serialità e le più famose avventure di Maigret.
Proprio a Maigret si ispira il milanese commissario Mario Arrigoni a cui non mancano la pancetta, il toscano acceso e l’aria paciosa. Con Maigret ha in comune pure un tranquillo e solido menage familiare (una bella moglie e una figlia adolescente) e l’abilità di cogliere le connessioni degli eventi e la loro logica. Così come una grande capacità di entrare in empatia sia con le vittime sia con i colpevoli.

Un Maigret alla milanese che si muove nella città degli anni ‘50, ancora invischiata negli strascichi della guerra, ma già proiettata verso il boom degli anni ’60. Tante abitudini ora scomparse, la pausa pranzo che dura due ore, le domeniche a messa e il cabaret di pasticcini, le portinaie pettegole (queste ci sono ancora!) e le case chiuse.

Nel romanzo che ho letto, incuriosita dall’ambientazione milanese, Arrigoni indaga sulla morte violenta della bella Lina, in arte Wilma, la più avvenente prostituta della casa chiusa di via Chiaravalle, che viene trovata morta nella casa dello zio, a Greco.

L’anno è il 1952 e il Commissario interroga, con qualche reticenza, i clienti della case chiuse, i papponi e le prostitute fra le quali la provocante Veronica, amica intima della defunta.

Se l’andamento del racconto è piacevole e i personaggi credibili, così come divertente la descrizione della vita milanese e delle sue abitudini cinquanta anni fa, ho trovato veramente inutili gli excursus storici. In vari punti del libro il narratore si inserisce in prima persona lanciandosi in ampie digressioni sulla nascita e sulla morte della case chiuse, sulla situazione politica della Corea negli anni ’50 o sulla ubicazione dei navigli. Il continuo palesarsi del narratore è fastidioso, distrae dalle logiche del racconto giallo e rende pesante la lettura. Non sarebbe stato meglio l’utilizzo di note o l’aggiunta di addenda in fondo al libro?

Il libro: Arrigoni e la bella del Chiaravalle

L’autore: Dario Carapanzano

Bacino d’utenza: per chi ama il giallo soft, senza particolari cruenti e inseguimenti adrenalinici. Ottimo regalo natalizio per chi vive a Milano e si potrà imbattere in angoli  frequentati e in vie conosciute. Mondadori ha ripubblicato cinque romanzi con protagonista Maria Arrigoni fra i quali scegliere. Io ne leggerò sicuramente qualche altro.

 

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4 commenti

  1. L’ambientazione mi incuriosisce. Anche se il narratore didascalico e professorale in un giallo c’entra davvero poco tenterò ugualmente la lettura 🙂

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  2. Potrebbe piacerti. E sicuramente ci trovi un sacco di riferimenti ai luoghi che conosci. Io ne ho regalato uno Arrigoni e l’omicidio di via Vitruvio a un’amica che abita in zona!

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  3. […] i punti in comune con il commissario Arrigoni che si muove a Milano qualche anno dopo e si trova a indagare su prostitute di un bordello in via […]

    Mi piace

  4. […] 1952: Milano comincia a decollare, la vita riprende fra fabbriche, bordelli e affari loschi. Qui vive il commissario commissario Mario Arrigoni, un Maigret versione ambrosiana, a cui non mancano la pancetta, il toscano acceso e l’aria paciosa. Una rece più approfondita qui. […]

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