Ho la guerra in testa

IMG-20151011-WA0000Ho la fortuna di lavorare seduta accanto a L, che è azera, e G, che ha cambiato lavoro da poco, ed è armena. Mi è già capitato di osservare l’assurda differenza che fa la cittadinanza delle persone nella loro vita quotidiana.
Quando G vuole andare in vacanza, deve passare innumerevoli mattinate alle ambasciate dei vari paesi, per ottenere il visto, con procedure oscure, che cambiano di visita in visita. E ogni due anni, G deve pagare il governo britannico, qualche migliaio di pound, per rinnovare il suo permesso di lavoro.
E mi è sempre sembrato assurdo, che io potessi viaggiare liberamente, e vivere in questo paese, e lei invece avesse bisogno di permessi speciali.
Poi l’altro ieri siamo andate a pranzo assieme, come in una barzelletta, una italiana, una azera e una armena. Ci siamo fatte foto, abbiamo riso e scherzato.
E all’uscita, L mi ha spiegato che lei e G non possono essere amiche su Facebook, perché Azerbaijan e Armenia sono ancora ufficialmente in guerra, per il controllo di una regione a maggioranza armena inclusa nel territorio azero. Non possono perché i loro amici e parenti, che vivono ancora in Armenia e Azerbaijan, non capirebbero.
Ora non riesco a fare pace con questa cosa, non riesco ad immaginare cosa farei io se l’Italia fosse in guerra con un altro paese, non so decidere se la reticenza di L sia comprensibile o condannabile. Mi è rimasto un tarlo nei pensieri. E come mi hanno fatto pensare M ed A, si può essere amici, ed amarsi, e diventare nemici il giorno dopo, anche se si mangia, beve, piange assieme, e ci si vuole bene.

Intanto amo sempre di più questa città, dove una italiana, una azera e una armena possono semplicemente entrare in un caffè, SPLASH!

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2 commenti

  1. SPLASH! una sirena a Manhattan…secondo me ognuno ha il diritto di frequentare chi gli pare, anche se facebook, la gelosia cretina e possessiva non mi è mai andata giù. Sarà che mi è stato insegnato che l’ amore è inclusione, non il suo contrario. E finché non lo capiremo tutt*, le guerre non finiranno mai.

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    • Elisa, qui non si tratta di gelosia, ma di una guerra, e di come si possa essere amici un giorno, e diventare nemici perché qualcosa viene deciso, sopra le nostre teste, da qualcun altro. Non ho mai sperimentato di persona, e il pensiero mi tortura: G ed L possono essere amiche solo perché sono entrambe lontane dai loro paesi…

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