Il senso della vita, della morte, dell’amore

132.Richard Flanagan-The Narrow Road To The Deep North coverSarà che con l’avanzare dell’età divento sentimentale. O sarà che non sono mai diventata adulta, sono eternamente adolescente, perennemente con quel tumulto nello stomaco che mi fa emozionare per tutto, commuovere, disperare, esultare. Leggendo questo libro il mio cuore esplodeva. E quando l’ho finito l’esplosione è rimasta con me.

La storia di Dorrigo Evans è la storia di un soldato australiano, a cavallo della seconda guerra mondiale, innamorato senza speranza, medico al fronte, prigioniero di guerra in un campo giapponese. E basta. La trama è questa.

Ma è anche la storia dei suoi compagni, della sua amante, di sua moglie, dei suoi aguzzini.

Senza mai raccontare in prima persona, Flanagan racconta la storia da tante prospettive. E mi ha sconvolto come tutte le prospettive siano umane e comprensibili, in qualche modo giustificabili. Di come gli essere umani siano disperatamente identici, eppure incapaci di capirsi. Di come sia facile sentirsi diversi e cancellare ogni traccia di empatia, e diventare così capaci di comportamenti inumani. Torturatori e torturati, traditori e traditi, scienziati pazzi e vittime, sono ugualmente umani. Terribile e sconvolgente. Nauseante e disorientante.

Questo libro è la storia di tante vite, disperatamente infelici, e assurde, dove le cose accadono senza avere senso, e niente si compie con un significato soddisfacente. Eppure, descrive l’essenza della vita umana, al di là del dolore, a dispetto di qualsiasi ragionamento, e noi che amiamo la vita incondizionamente, e vogliamo fare, sentire, amare, mangiare, camminare, toccare. E non importa quanto dovremmo sentirci depressi, rinunciare, incaponirci, essere eternamente arrabbiati e disperati. Siamo umani perché vogliamo vivere e sentire, e dimenticare quello che siamo e cosa sarà di noi. I migliori e i peggiori di noi, allo stesso modo.

Dice Leopardi:

Il più solido piacere di questa vita è il piacer vano delle illusioni… Io considero le illusioni come una cosa in certo modo reale stante ch’elle sono ingredienti essenziali del sistema della natura umana, e date dalla natura a tutti quanti gli uomini, in maniera che non è lecito spregiarle come sogni di un solo, ma propri veramente dell’uomo e voluti dalla natura, e senza cui la vita nostra sarebbe la più misera e barbara cosa ec. Onde sono necessari ed entrano sostanzialmente nel composto ed ordine delle cose ( Zibaldone, 51)

E invece X l’altro giorno mi ha scritto:

aren’t you excited about life? (Whatsapp, 6 maggio)

Ecco, Flanagan e Leopardi e X sanno spiegare l’essenza dell’umanità, quella che cerco nei libri, con gli amici, al lavoro, nelle chat, quando vado a ballare.

Leggetelo, questo libro.

Il libro: The Narrow Road to the Deep North

L’autore: Richard Flanagan

Il bacino d’utenza: consigliato a tutti gli umani, e anche ai disumani.C’è tutto in questo libro, anche violenza, odio, tortura, quindi siate pronti; ma non mollate. È uno di quei libri che ricominceresti a leggere appena finiti, roba buona.

Aggiornamento settembre 2015: Il libro è uscito per Bompiani con il titolo La strada stretta verso il profondo Nord.

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16 commenti

  1. […] #librOceanico La strada stretta per il profondo Nord Richard Flanagan. Man Booker Prize 2014 questo libro è una sorta di viaggio nella “cognizione del dolore”, non solo di quello che il dolore è, ma di come esso è generato. Quindi è un libro sulla crudeltà e la spietatezza umana. Profondo, drammatico, universale e intimista. Un vero capolavoro. Grazie a CugginaGeno per avermelo fatto scoprire. E qui la sua  recensione […]

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