Morte di un uomo felice – Giorgio Fontana

Morte di un uomo felice
Morte di un uomo felice

L’entusiasmo di aver letto un libro bellissimo è tale che non ho potuto esimermi dal condividerlo sul blog. Morte di un uomo felice è un libro che merita di essere letto, consigliato e regalato.

Queste sono alcune delle ragioni per cui l’ho amato. Non dubito che ognuno saprà trovare le proprie.

  1. E’ il libro più bello che abbia letto nel 2014 e uno dei migliori libri letti negli ultimi anni.
  2.  La storia narrata è avvincente. Due piani narrativi diversi si intersecano, un padre partigiano negli anni ’40 e un figlio magistrato negli anni ’80.
  3.  E’ un libro “morale”. E la morale espressa è profondamente condivisibile.
  4.  E’ un libro sul quale ho pianto, e mi succede raramente (mi è successo con Grossmann e con Verga).
  5.  L’ambientazione storica è interessante: i fatti narrati che hanno per protagonista il magistrato avvengono nel 1981. Ero ancora una bambina e vivevo in mezzo ai monti eppure l’eco delle atmosfere di tensione, gli omicidi e le contestazioni arrivavano anche lassù.
  6. I protagonisti sono due uomini diversi ma uniti nella concezione della giustizia: l’Ernesto (Geppo), giovane partigiano istintivo e pieno di ideali e il magistrato Giacomo Colnaghi uomo riflessivo ma pieno di dubbi, come ogni essere umano. Giacomo vuole capire, vuole comprendere le ragioni che spingono i brigatisti a uccidere. Il suo colloquio con il giovane brigatista Meraviglia è, a mio parere, il punto più alto del libro.
  7.  Giustizia e Vendetta: i due concetti che si intrecciano per tutto il libro. A iniziare dalle prime righe del libro:

Dunque volevano vendetta. Colnaghi annuì un paio di volte fra sé, come a raccogliere idee che non aveva o che ancora erano troppo confuse: poi appoggiò le mani sul tavolo e guardò di nuovo il ragazzino che aveva parlato

  1. La descrizione dei rapporti familiari è realistica: la madre asciutta nelle parole e nei gesti ma presente accanto al figlio e il padre, ingombrante nella sua assenza.
  2. Ho amato la Milano di Colnaghi, il bar di periferia, il palazzo di giustizia, i tram, le osterie, le vie deserte.
  3. Lo stile di Fontana è rigoroso e pulito eppure ha una profondità di sfumature e di livelli di lettura che ricorda Sciascia.

Il libro: Morte di un uomo felice

L’autore: Giorgio Fontana

Il bacino di utenza: un libro che consiglierei a tutti, dai ragazzini agli anziani. Per capire meglio, per immedesimarsi, per conoscere. Incidentalmente Fontana ha vinto il Premio Campiello, meritatissimo!

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13 commenti

  1. Dici cose giustissime polimena e mi spalanchi la mente nominando Sciscia (come non pensarci!?) Stesso taglio giudiziario morale, stesso eroe non conformista perdente, anche il riferimento preciso a un territorio, (l’essere cattolico del protagonista mi sembra giustificarsi non solo per la tematica ma per l’ambientazione).Poi riflettendo vedo anche le differenze sopratutto di stile:Sciascia non era così bravo a d intrecciare dialoghi così dal vero, mentre era impareggiabile nel suggerire l’ambientazione coll’italiano regionale che usava che so l’uso del passato remoto, mentre Fontana deve affidarsi al paesaggio o a personaggi dialettali.Ma tu a distanza di mesi te lo ricordi il libro o posso dirti qualsiasi minchiata e fa istess? Grazie per avermi letto e non occorre che mi rispondi Giannino

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