Piccolo blues – Jean-Patrick Manchette

Piccolo blues

Piccolo blues

Come ho potuto trascorre tutti questi anni senza aver mai neppure sentito nominare Jean-Patrick Manchette? Eppure lo scrittore francese è considerato il capostitipite del genere noir d’oltralpe, è nato a Marsiglia pochi anni prima di Izzo, ed è stato anche un giornalista, un editore, un traduttore, un jazzista (e la conoscenza musicale traspare in ogni sua pagina).

Piccolo blues è un titolo che mi ha incuriosito in una delle tante liste di libri preferiti che circolano in questi giorni. E mi ha incuriosito proprio perchè Manchette era un nome a me totalmente sconosciuto.

Piccolo blues è un gioiellino di sole 150 pagine di pura adrenalina. Lo stile è asciutto, chirurgico. Non una parola di troppo. Una storia circolare che torna là dove era iniziata: nella notte parigina.

Non voglio anticipare la trama, fidatevi di me e leggete il libro a scatola chiusa, come ho fatto io, fidandomi a mia volta di un’amica di belle letture.
Sappiate solo che è un noir, che è ambientato in Francia negli anni ’70 e che inizia in una notte d’estate, su una strada a scorrimento veloce nei dintorni di Parigi sulla quale viaggia, a bordo di una Mercedes grigia, l’impiegato modello Georges Gerfault….
Poi cercate un posticino isolato e immergetevi nella lettura.

Il libro: Piccolo blues

L’autore: Jean-Patrick Manchette

Il bacino d’utenza: libro per amanti del noir, per chi ama Fabio Montale di Izzo, per chi crede, come diceva Manchette, che “il poliziesco è un genere morale. È la grande letteratura morale della nostra epoca”.

 

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6 commenti

  1. Agata (e la tempesta) · · Rispondi

    Sai che ti ascolto sempre, mia cara Polimena.

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    1. poi fammi sapere 🙂

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  2. Mi fido… e a ragione! 🙂 una segnalazione che anche per me scopre un autore mai sentito.

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    1. Grazie della fiducia! Allora eravamo almeno in due a non conoscere Manchette…

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  3. Mai sentito prima! Incuriosita!

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    1. Ma allora siamo in tanti!

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