Che ne è stato di te, Buzz Aldrin? di Johan Harstad

Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?
Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?

Ci sono delle persone che sanno raccontare. Ti siedi e ascolti, non sei più sul divano di casa tua, sulla panchina alla stazione o sulla metro affollata. Sei altrove, ma quell’altrove è reale, vivido, spaventoso, emozionante, commovente.

Leggendo Che ne è stato di te, Buzz Aldrin mi sono sentita allo stesso modo, spettatrice di mondo lontano dal mio.
Johan Harstad sa come raccontare le storie. Non solo, ti suggerisce anche la colonna sonora: gli album del gruppo svedese The Cardigans.

Mattias, il protagonista del libro, ha 29 anni, è un giardiniere  e vive in una cittadina industriale norvegese. Tutto quello che vuole è “essere un ingranaggio del sistema”. Non una star musicale, come forse la meravigliosa voce della quale la natura lo ha dotato, potrebbe far pensare.
Vuole vivere sullo sfondo, perché “Serve una forza di volontà immensa, e fortuna, e abilità per arrivare primi. Ma serve un cuore gigantesco per essere il numero due”. Proprio come il suo mito, l’uomo che è sceso sulla luna nel momento stesso in cui la madre metteva al mondo Mattias: Buzz Aldrin. Secondo uomo a toccare il suolo lunare, venti minuti dopo Neil Armstrong.

Mattias vorrebbe che la vita scorresse tranquilla, senza mutamenti. Con gli amici di sempre e la fidanzata del liceo. Ma la vita riserva sorprese. E Mattias finirà nelle sperdute isole Faroe, in mezzo all’oceano, spazzate dal vento e bagnate dalla pioggia, disabitate, senza vegetazione e selvagge.
Un giardiniere alle Faroe, la situazione più assurda che possa capitare.
Mattias nel piccolo porto di Gjov sull’isola di Eysturoy alle Faroe, fra persone che come lui hanno problemi a raggiungere una stabilità emotiva, troverà sostegno, braccia che lo sapranno accogliere, amici, aiuto.

Non è un libro tragico, anzi è un libro ottimista e pieno di speranza che mi ha commosso e disarmato. Anche chi persegue con ogni mezzo l’arte della fuga dagli amici, dagli affetti, dalla famiglia può trovare un luogo al mondo dove sentirsi accolto.

Ero un ingranaggio di quel mondo, non ero d’intralcio a nessuno. Facevo il mio dovere. Ero un bravo ragazzo.
Ma che cosa volevo?
Volevo appunto questo.
Essere un ingranaggio ben funzionante.
Fare la cosa giusta.
Nient’altro.
Era vigliaccheria?
Davvero?

Non tutti vogliono dirigere un’azienda. Non tutti vogliono essere i più grandi campioni del paese o far parte di svariati consigli d’amministrazione, non tutti vogliono avere i migliori avvocati, non tutti vogliono aprire gli occhi ogni mattina sul trionfo o la rovina nei titoli di giornale.

Qualcuno vuol essere la segretaria che resta fuori quando si chiudono le porte della riunione, qualcuno vuole guidare la macchina del capo anche il giorno di Pasqua, qualcuno vuole eseguire l’autopsia del quindicenne che si è suicidato una mattina di gennaio, e l’hanno ritrovato in acqua una settimana dopo. Qualcuno non vuole andare in tivù, alla radio, sui giornali. Qualcuno vuole vedere il film, non esserci dentro.

L’autore: Johan Harstad

Il libro: Che ne è stato di te, Buzz Aldrin

Il bacino d’utenza: un libro che consiglio con entusiasmo a chi a volte si è sentito come Mattias, un ingranaggio del mondo, ed è stato felice di esserlo. Un libro da regalare a chi ama i paesaggi freddi, ventosi e piovosi, a chi ha voglia di immergersi in uno di quei libri che non smetteresti mai di leggere e che non vedi l’ora di riprendere in mano. Un libro per chi ama la musica perché è pieno di citazioni musicali, da leggere ascoltando i Cardigans, colonna sonora del libro.

Ah proposito, non sentitevi in imbarazzo se non sapete dove siano esattamente queste Faroe, la prima cosa che ho fatto è andare a cercare su Google Maps dove siano esattamente!

 

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11 commenti

  1. Manco a dirlo io sono tra quelli che non sapevano neppure dell’esistenza di queste isole figurarsi collocarle geograficamente 😉 il libro mi ha subito conquistata e lo leggerò sicuramente. Iperborea spesso mi sorprende positivamente.

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  2. Gli ronzo intorno da un po’ a questo librino, e prontamente arriva una tua recensione! A me le isole Far Oer fanno venire in mente l’Islanda, ma non sono sicura di dove si trovano, ora le googlo,[non c’ero andata lontana :D] e di conseguenza Stefansson, unico islandese che consoca :)), che mi era piaciuto moltissimo con Paradiso e Inferno (che una tua recensione peraltro mi aveva invogliato a leggere) ma non mi aveva poi convinto con La tristezza degli angeli, la cui utilità continua a sfuggirmi.

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    • Il territorio, almeno dalle descrizioni, è molto simile a quello Islandese, che ho visto questa estate (chiamala estate!). Lo stile è molto meno poetico e lirico rispetto a Stefansson ma altrettanto bello!! Leggilo e mi dirai 😉

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  3. Finito ora… veramente bello… ora lo devo lasciare decantare. La settimana prossima ne discuteremo al gruppo di lettura 🙂

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