Scholastique Mukasonga : Nostra Signora del Nilo

Nostra Signora del Nilo

Nostra Signora del Nilo

Mettete un collegio a duemilacinquecento metri di quota frequentato dalle ragazze delle più importanti famiglie dello stato: militari, ministri, imprenditori. Aggiungete un incrocio di ragazze e amori, di professori e suore, di religiosi politicizzati, di gite all’aperto e tempo infame.

No. Non è la Svizzera.

E’ il Ruanda, e siamo negli anni ’70. L’etnia dominante è quella degli hutu e le ragazze che frequentano il liceo sono le figlie dell’elite politica del paese, per il 90% hutu e i loro nomi in kinyarwanda sono accompagnati da nomi francesi: Immaculeè, Goretti, Gloriosa, Frida, Godelive. Solo un 10%, per la quota etnica, è destinato a ragazze tutsi. Fra queste Veronica e Viginia. La convivenza fra le etnie diventa sempre più difficile man mano che Gloriosa aizza le compagne di collegio contro la minoranza, rispecchiando all’interno del collegio la realtà del paese.

Nella prima parte del romanzo ci sono le scaramucce fra ragazze, le uscite con i fidanzati, i riti magici, le religiose che si mostrano pudiche solo quando non si devono scontrare con il potere politico, i religiosi che aiutano le ragazze  a scegliere i vestiti e allungano le mani, la visita delle regina del Belgio.

Un mondo chiuso, come quello di tutti i collegi del mondo, regolato da leggi non scritte.

Sarà un naso “tutsi” sulla statua nera della Madonna, Nostra Signora del Nilo, a innescare un finale in crescendo, tra bugie e atti di coraggio, tra accuse inventate e incitamenti alla strage.

Scolastique Mukasonga è sfuggita al massacro del Ruanda del quale ricorrono i venti anni in questi giorni, nel quale ha perso ben ventisette membri della sua famiglia, compresa la madre. Questo suo libro, che giunge dopo altri più rabbiosi e accorati, ha il potere di raccontare, senza toni drammatici ma con uno spirito quasi documentaristico, l’insorgere di quell’odio che portò, qualche anno più tardi, all’eccidio dell’aprile del 1994.

Il libro: Nostra Signora del Nilo

L’autrice: Scholastique Mukasonga

Il bacino d’utenza: lettori curiosi alla scoperta di autori e ambientazioni africane. Scordatevi il mal d’Africa, i tramonti e gli animali selvatici. Questa è un’Africa vittima e carnefice, a un passo dalla modernità ma profondamente permeata di spiritualismo. Le ragioni dell’odio razziale appaiono poco comprensibili, in un popolo che condivide lingua, religione, tratti somatici (a parte il naso!); le differenze stanno fra agricoltori(gli hutu) e gli allevatori (i tutsi).
Un libro leggero e crudele al tempo stesso, che difficilmente dimenticherò.

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6 commenti

  1. L’ha ribloggato su Parla della Russia.

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  2. Le tue proposte di lettura sono sempre molto originali, questa in particolar modo. Vado ad approfondire 😉

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    1. Grazie. Suggerimento di un’amica. Ma questa casa editrice fa cose belle, te la consiglio 😉

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  3. Agata (e la tempesta) · · Rispondi

    Grazie per questo prezioso suggerimento! lo ribloggo sul blog del gruppo di lettura!

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    1. Un libro attuale. Pensa che del Ruanda sapevo pochissimo ma ora non mi perdo un articolo!

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  4. Agata (e la tempesta) · · Rispondi

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:
    preziosi suggerimenti di lettura da parte di Polimena Trecugggine.

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