Il Signore delle cento ossa di Ben Pastor

Compleanno Furer

Compleanno Fürer

Lipsia, aprile 1939. Siamo alla vigilia della seconda guerra mondiale e la città si appresta a festeggiare il compleanno del Führer: strade adornate di bandiere rosse e nere con la svastica, gonfaloni con croci celtiche, aquile bicipiti. In questo ambito si muove Martin Bora, ufficiale della Wehrmacht appena entrato nei servizi segreti. Il suo compito è quello di accompagnare gli ospiti di una delegazione italo giapponese, giunti in Germania per discutere di affari e scambi di tecnologie mediche e militari.

Ma fra gli uomini arrivati a Lipsia si nasconde “Il Signore delle cento ossa” una pericolosa spia. Chi degli uomini della delegazione può essere la spia? Il rigido generale Kobe,  eroe di Manciuria? L’ammiraglio Oi, uomo conservatore e intransigente, accompagnato dall’aiutante Honda? L’industriale farmaceutico Ikeda, che ha sperimentato un potente anestetico messo a punto dal biologo Kitamura, anche lui alla conferenza? C’è anche la giovane esperta d’arte Deshimaru che accompagna lo storico Fujiwara. E poi il tronfio fascista, amico di Ciano, De Domincis e lo studioso poliglotta Collaredo.

Cento ossa

Il Signore delle cento ossa

Il quadro storico è descritto con notevole precisione (non a caso Ben Pastor è laureata in archeologia all’università di Roma), niente è lasciato al caso e molte delle figure sono ispirate a personaggi realmente vissuti. Primo fra tutti il protagonista, Martin Bora, liberamente ispirato a Von Stauffenberg, il nobile ufficiale tedesco che organizzò l’attentato (fallito) a Hitler nel 1944.

Il Martin Bora di questo romanzo è ancora giovane e fiducioso, pieno di dubbi e interrogativi esistenziali ma perfettamente integrato nei ranghi militari. Hitler, che parte della altolocata e acculturata famiglia di Bora detesta, appare ancora come l’uomo in grado di risollevare le sorti di una Germania a pezzi. Con il procedere del racconto le certezze di Bora si faranno meno salde, la notte dei cristalli (9-10 novembre del 1938) è passata da pochi mesi e gli esiti delle campagne antisemite si fanno sentire sempre più pesantemente. Il resto è da scoprire leggendo!

E per chi come me si è appassionato alle vicende del barone Bora – colto e affascinante, cosmopolita e al tempo stesso fortemente intriso di cultura mitteleuropea- ci sono buone notizie. I libri dell’autrice, con protagonista Martin Bora, sono numerosi e spaziano dalla guerra in Spagna, a Cracovia, alla campagna di Russia, all’Italia.

Il libro: Il Signore delle cento ossa

L’autrice: Ben Pastor

Bacino d’utenza: amanti del giallo storico e degli intrighi di spionaggio. E’ un libro che consiglierei anche a chi non ama le trame noir perché Il Signore delle cento ossa non è un giallo, non è un romanzo storico, non è una spy story: è tutto e niente. La scrittura originale della Pastor,  che alterna la terza persona a stralci del diario di Martin Bora, in prima persona, rende la lettura avvincente e molto realistica.

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4 commenti

  1. L’ha ribloggato su Parla della Russia.

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  2. Questo fa per me, decisamente! Felice di aver qualcosa di nuovo e originale da mettere nel mio panierino 🙂

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    1. Sì sì sì, questo lo trovo adatto a te, potrebbe proprio piacerti!

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  3. Agata (e la tempesta) · · Rispondi

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:
    Consigli di lettura di Polimena.

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