Agatha Raisin: attenzione genera dipendenza

Agatha Raisin

Agatha Raisin

Ho già parlato qui  dei libri della casa editrice astoria e dell’ambientazione inglese delle avventure di Agatha Raisin. Quello che non sapevo all’epoca è che non sarei riuscita a liberarmi della PR in pensione dagli occhi ursini e dalle belle gambe. Uno dietro l’altro ho inannellato i libri successivi al primo, ora me ne rimane qualcuno da centellinare nei momenti di depressione e stanca letteraria.

Cosa riesca a mantenere intatto l’interesse del lettore è presto detto:

– Agatha Raisin è abilissima nel marketing e nella promozione ma incapace di intessere relazioni sociali, è scorbutica, pasticciona, impicciona, sognatrice e non sa cucinare.  E’ in grado di infilare una serie di figuracce una dietro l’altra. Insomma, tutto quello che serve per rendere umana e realistica una figura di fantasia;

– I personaggi secondari sono ben caratterizzati e ti ci affezioni. C’è Mrs Blonxby, la moglie del curato, che dispensa consigli molto pratici e soprattutto inaspettati vista la sua posizione, c’è il giovane poliziotto Bill Wang, c’è inafferrabile scapolo d’oro e compagno di investigazioni James Lacey e tutto il corollario di signore del circolo.

– L’ambientazione british ti fa venir voglia ogni volta di prendere una copertina calda, una bella tazza di tisana, una poltrona a fiori e di accendere il camino. Non scordate di prendere in prestito il gatto del vicino per completare il quadretto!

Non aprite quei libri, una volta scoperta la perfida, vendicativa e impicciona Agatha Raisin non potrete più farne a meno.

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15 commenti

  1. Sai che ho provato a cominciarla, ma l’ho trovata noiosa?
    Mah, c’è qualcosa di sbagliato in me!

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  2. Sai cosa c’è di sbagliato?? Che tu ci vivi in Inghilterra perciò fa meno effetto british. Io sto qui, nella metropoli del nord Italia vista tangenziale est e sogno il villeggetto inglese e il tè con le dame del circolo.

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  3. A chi lo dici!!! Prima di Natale me ne sono letti sette tutti di fila… Ora devo scoprire la sequenza degli altri così dopo congrua sospensione faccio un secondo round. 🙂

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    1. Ciao cara! che piacere risentirti. In realtà e che io sono stata latitante…tu invece hai continuato a lavorare e a postare indefessamente.

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  4. L’ha ribloggato su Parla della Russia.

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  5. Io come cugginageno!Mi sono annoiata ed ho mollato al secondo!

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    1. Uffis, e sì che tu vivi nell’assolata Puggghia!

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  6. Già la prima volta che ne ho letto ho pensato che facesse al caso mio…adesso non posso più aspettare! Non vedo l’ora di cadere in questa dipendenza da lettrice…chissà se succederà anche a me? Ma con quale libro mi consigli iniziare? Quale è il primo della serie?

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    1. Il primo è Agatha Raisin e la quiche letale. Inizia da lì…e fammi sapere!

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  7. Agata (e la tempesta) · · Rispondi

    Anch’io ho letto il primo e l’ho trovato carino… però ho preferito Flavia de Luce (mi piace la ragazzina curiosa!)

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  8. Agata (e la tempesta) · · Rispondi

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:
    Libri leggeri per pomeriggi spensierati, dal blog Trecugggine.

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  9. M’hai incuriosito, Poli. Domani la cerco in biblioteca.

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    1. Evvai! In lingua originale si gusta sicuramente di più 😉

      Inviato da HTC

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  10. Leoni Gianni · · Rispondi

    Io non posso leggere la recensione,fare due passi in centro fischiettando e comprarmi il libro della Beaton consigliato Trecugine,sono povero.Perciò devo aspettare al varco che la biblioteca civica della mia città lo acquisti,mesi dopo.Nella fattispecie “l’avaro di Mayfair”,targato astoria;che dovrebbe aprire un’altro ciclo della Beaton,non poliziesco,alla Austen,per quel che ne capisco io,intitolato”67 clarges street”.L’ho letto in due giorni,rilascia parecchia dopamina quindi dà sicuramente dipendenza.Scrivendo mi è venuto in mente un aneddoto;un giovane straniero dalla tunica di porpora e calzari d’oro a cui gli ateniesi chiedevano della patria rispondeva”Sono ricco”.

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    1. Grazie Gianni e grazie biblioteca della tua città! Il ciclo non poliziesco della Beaton non lo conosco e, visto l’effetto che mi hanno fatto i suoi libri, sicuramente me lo leggerò.

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