Gialli sotto l’ombrello: Evanovic, Nasser, Lindell

Estate piovosa la mia, e non posso dire di non essermela andata a cercare. Quindi più che ombrellone, sono stata sotto l’ombrello. Ho letto autori islandesi (così per perparami meglio alla vacanza) e tanti gialli. Alcuni li ho abbandonati dopo poche pagine (Il ladro di anime di Sebastian Friztek…sconsigliatissimo!), altri li ho apprezzati.

Bastardo numero uno

Bastardo numero uno

Janet Evanovic, Bastardo numero uno

Sobborghi popolari di una città del New Jersey. Stephanie Plum, ragazza carina e agguerrita, è alla ricerca di un lavoro per sbarcare il lunario. L’unica occasione ghiotta arriva dal cugino, che ha un’agenzia che offre cauzioni a chi non è in grado di pagarle. Se qualcuno non si presenta all’udienza preliminare i suoi “impiegati” devono rintracciare l’imputato e portarlo in tribunale. Stephanie Plum si ritrova, senza esperienza e con molta faccia tosta, sulla tracce del affascinante poliziotto Joe Morelli, compagno di lieco con il quale ha avuto una storiella. Joe Morelli è accusato di aver ucciso un uomo a sangue freddo ma le cose non sono mai come sembrano. Rincorse in auto, situazioni pruriginose, battute sarcastiche, questo libro è stato definito un giallorosa. Divertente ma forse un po’ “piacione”, il gialletto-rosetto si lascia leggere. Niente di più.
Negli Stati uniti la serie ha venduto 50 milioni di copie… se vi piace, TEA/Salani ne ha pubblicati altri sei, io penso mi fermerò qui!

La trappola di miele

La trappola di miele

Unni Lindell, La trappola di miele

Giallo scandinavo dalla trama per congegnata, vari personaggi che si muovono, con pesanti indizi di colpevolezza, attorno a due fatti delittuosi. Le atmosfere sono quelle classiche dei gialli del nord Europa, villette con giardino e famigliole, casette sul limitare del bosco e personaggi che sono sempre ben diversi da quello che sembrano. A dare un tocco di vivacità in più a questo libro il controverso rapporto fra l’ispettore a capo delle indagini, Cato Isaksen e la nuova e impusiva collega Marian Dahle.
Tra battibecchi e accuse reciproche i due colleghi riusciranno a venire a capo di un’indagine complicata in cui pazzia e pulsioni sessuali si intecciano. Appassionante.

L'uomo che visse un giorno

L’uomo che visse un giorno

Hakan Nesser, L’uomo che visse un giorno

Il romanzo, ambientato in un ben precisato paese del nord Europa (lo scrittore è svedese), ha come protagonista l’inspettore Van Veeteren. Personaggio difficile e scorbutico,  Van Veeteren è reduce da un’operazione all’intestino e per questo motivo a casa in malattia. Il fatto non gli impedisce di risalire al colpevole dell’omicidio ai danni di un uomo appena uscito di prigione dopo aver scontato dodici anni di carcere per aver ucciso una donna. Van Veeteren non si comporta solo da poliziotto in questo libro ma si erge a giudice, a giudice supremo. Finale a sorpresa e inquietante. Il libro merita una lettura e anche qualche riflessione. Ma non dico oltre.

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4 commenti

  1. L’ultimo è quello che mi ispira di più. In questi giorni sono finalmente in vacanza e mi godo il sole della costa azzurra, per ora qui niente ombrelli… 🙂 a presto!

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    1. Allora buone vacanze e buone letture!!

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  2. Sugli ultimi due ci farò un pensiero (sono abbastanza vicina alla fine di Infinite Jest, tra poco la mia vita di lettrice dovrebbe riprendere il suo corso), adoro le atmosfere nordiche (e martedì la biblioteca mi porterà Paradiso e Inferno, finalmente), mentre al primo, per la verità, non ci penso nemmeno!

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    1. Beh, apina, non una gran perdita! Poi mi dirai di Paradiso Inferno 🙂

      Il giorno 05 settembre 2013 12:35, trecugggine

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