Dino Buzzati e le Cronache nere: il delitto di Rina Fort

Cronache nere

Cronache nere

Recentemente ho letto un bel post qui sul libro “Un amore” di Dino Buzzati. Grazie a Muninn e alla citazione di Montale  in fondo al suo articolo ho ripensato a un piccolo libro letto molti di anni fa e allo stile unico delle cronache che il giornalista Buzzati faceva per il Corriere della Sera.

“Dino Buzzati ci fa capire che esiste una verità, sebbene nascosta, ed esiste una vita, sebbene tradita dall’uomo, che merita di essere vissuta.”

– E. Montale

In Cronache nere, sono raccolti gli articoli scritti da Buzzati in occasione del delitto di Rina Fort, detta “la belva”. Era il 3 dicembre 1946 e la guerra era finita da pochissimo. In un’Italia in lenta ripresa e pur abituata agli orrori del conflitto,  lo scempio di Rina Fort fece scalpore. Una donna e i suoi tre bambini uccisi a colpi di spranga dall’amante del marito. Una violenza efferata. Buzzati abitava a pochi passi da via San Gregorio a Milano, dove avvenne il delitto. Arrivò fra i primi cronisti e ne documentò gli eventi.

La nera di Dino Buzzati

La nera di Dino Buzzati

Il suo racconto non è certo un articolo di giornale. E’ pura letteratura dell’orrore.

Una specie di demonio si aggira dunque per la città invisibile, e sta forse preparandosi a nuovo sangue. L’altra sera noi eravamo a tavola per il pranzo quando poche case più in là una donna ancora giovane massacrava con una spranga di ferro la rivale e i suoi tre figlioletti. Non si udì un grido.

Negli appartamenti vicini continuavano, fra tintinnio di posate e stanchi dialoghi, i pranzi familiari come nulla fosse successo, e poi le luci ad una si spensero, solo rimase accesa nel cortile quell’unica finestra al primo piano, e i ritardatari, passando, pensarono che lassù forse un bambino era ammalato, o una mamma era rimasta alzata tardi a lavorare, o altra scena, dietro quei vetri, di notturna intimità domestica; e invece là tutto era silenzioso e immobile; orribilmente fermi come pietre i quattro corpi di cui il più piccolo seduto sul seggiolone con la testa piegata da una parte come per un sonno improvviso, e fermo ormai i anche il sangue i cui rigagnoli, simili a polipi immondi, lucevano sempre meno ai riflessi della lampadina di 25 candele, facendosi sempre più neri.

Se volete leggere l’articolo integrale lo trovate qui, nell’archivio del Corriere della Sera

Rina Fort al processo

Rina Fort al processo

Buzzati seguì poi tutto il processo alla Fort, che avvenne nel 1950. Le descrizioni sono così vivide che, scoprendo la foto della Fort in un momento successivo, mi è sembrato solo di ritrovare qualcuno di conosciuto.

Dalla portina, alle 9.30, una donna entra nella gabbia. Ha un paltò nero, un poco infagottato. Una sciarpa di lana giallo chiaro, gettata sulla spalla, le copre metà faccia. Tiene la testa china e si nasconde gli occhi con le mani, nere anch’esse per i guanti di filo. Pure i capelli, spartiti lateralmente con cura e raccolti sulla nuca, sono neri. Sembra una di quelle penitenti che si vedono inginocchiate nell’angolo più buio della chiesa dalle cinque del mattino. Invece è Rina Fort, la “belva”.

L’autore: Dino Buzzati
Il libro: Cronache nere (Theoria) oppure il più recente La «nera» di Dino Buzzati (Mondadori)
Il bacino d’utenza: chi ama il Buzzati dei suoi libri più famosi e ne apprezza la scrittura limpida, la capacità di raccontare intensificando il mistero, sottolineando la paura. Qui l’orrore non manca ma neppure un certo senso di surreale che è comune a tanti suoi racconti. Nell’edizione di Mondadori, molto ricca, troverete molti altri articoli dedicati a crimini e misteri che sono rimasti celebri.
Trovate tutta la documentazione su Rina Fort, compresi gli articoli di Buzzati qui. Qui invece l’archivio fotografico, (attenzione, alcune foto sono impressionanti).

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13 commenti

  1. Sempre un ottimo Buzzati. Lui si considerava pittore, giornalista, scrittore. Nell’ordine. E’ un altro pezzettino di una personalità semplice e per questo così grande, era un tipo sincero, credulone e onesto, ed è per questo che anche i suoi articoli di giornale vibrano di vita. Piano piano, uno alla volta, più per feticismo librario che per necessità, comprerò tutta la nuova pubblicazione Mondadori con le copertine illustrate dall’autore. La nera sarà il prossimo, quasi certamente.

    p.s. grazie per i credits anche se non ho fatto nulla 😛 e grazie per l’archivio fotografico, sia benedetta la multimedialità!

    ciao!

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    1. Nell’archivo fotografico si vede la foto del marito e amante. Buzzati lo descrive benissimo, con il mascellone, bruno e alto. Poi descrive tutta la famiglia di Catania. Davvero bravissimo nel farti rivivere l’ambiente.
      Non sapevo si considerasse prima pittore poi giornalista e infine scrittore.

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      1. Non proprio con queste parole 🙂

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      2. “Il fatto è questo, io mi trovo vittima di un crudele equivoco. Sono un pittore il quale, per hobby, durante un periodo purtroppo alquanto prolungato, ha fatto anche lo scrittore e il giornalista. Il mondo invece crede che sia viceversa, le mie pitture quindi non le può prendere sul serio. La pittura per me non è un hobby, ma il mestiere; hobby per me è scrivere. Ma dipingere e scrivere per me sono in fondo la stessa cosa. Che dipinga o scriva, io perseguo il medesimo scopo, che è quello di raccontare delle storie” (Dino Buzzati, Vecchia auto, Lossa, Milano, 1968).

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      3. Grazie!!!

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      4. E’ sempre un piacere, dal vostro buzzatista di fiducia 😛

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  2. Che bella segnalazione! Da ragazzina le amiche liceali “soffrivano” Buzzati, mentre a me il suo stile è sempre piaciuto 🙂

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    1. Pure a me è sempre piaciuto! Devo ammettere che in questo post, il gusto dell’orrido unito a una mia propensione per tutto ciò che è storia, mi ha un po’ preso la mano 🙂

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  3. Conosco ben poco Buzzati (mi sono limitata ad amare La boutique del mistero e Il deserto dei Tartari senza mettermi mai a cercare qualcosa di più su di lui), questa tua segnalazione mi sembra l’occasione giusta per approfondire, grazie mille!

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    1. Ciao apinaperniciosa e benvenuta! Mi sa che abbiamo molte letture in comune (sono andata a sbirciare sul tuo blog)

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  4. uh, prima o poi lo devo riprendere Buzzati, di cui ho letto alcuni racconti e Un Amore. Mi ha sempre un po’ intimorito, ma ero “giovane”. Ora credo sarebbe molto nelle mie corde. Mi metto un appunto… grazie!

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    1. In effetti un po’ intimorisce, anche quel suo sguardo serio che ha sempre nelle foto.

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  5. […] pag. 752, euro 19). Il primo volume, Crimini e Misteri raccoglie omicidi e crimini comuni (vi consiglio l’ottima recensione di Polimena su Trecuggine). Il secondo invece comprende tutto quello che sfugge al controllo umano, le peggiori tragedie a […]

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