Quattro etti d’amore, grazie: Chiara Gamberale

Quattro etti d'amore, grazie.

Quattro etti d’amore, grazie.

Un supermercato come ombelico del mondo. Due donne che si incontrano, si studiano, spiano i carrelli l’una dell’altra, fantasticano sulla pienezza e sulla felicità ognuna della vita altrui.

Una di queste donne è Tea Fidelibus, famosa attrice della soap “Testa o cuore”, fisico asciutto, fascino a bizzeffe, celebrità che consuma yoguth e succhi biologici, insalatine e frutta.

L’altra donna è Erica, impiegata di banca, due figli ancora piccoli, un bel marito che la ama, una vita piena di impegni da madre di famiglia. Nel carrello paste e pelati, bistecche e formaggi, una spesa da famiglia con bambini.

Erica incontra Tea al supermercato, lei è l’attrice della sua soap preferita, e ne immagina la vita piena di attori importanti, amori appassionati e sipari televisivi. La realtà è molto diversa e Tea si dibatte in una storia d’amore con un uomo molto più vecchio di lei,  mentore e tiranno al tempo stesso e una storia di sesso con un personal trainer americano.

Tea vede Erica, che ha soprannominato signora Cunningham, e ne immagina un idilliaco quadretto familiare, le risate dei bambini e l’amore profondo del marito, le cene condivise in allegria, il lieto fine dietro la porta. Mentre per Erica la vita è faticosa, si sente sottovuoto da quando ha subito una rapina in banca, si tuffa in Facebook e immagina di essere altro da quello che è.

A chi non è capitato di spiare il carrello della spesa del vicino e iniziare a fantasticare? La Gamberale ci porta proprio dentro la vita del nostro vicino di carrello, ne scandaglia solitudini e incomprensioni, felicità e noie, dolori profondi e insoddisfazioni. Le vite immaginate sono ben diverse dalle vite vissute.

Questo è il primo libro della Gamberale che leggo. Mi sono avvicinata a lei con un certo sospetto, anche a causa di alcune recensioni non del tutto positive. Eppure mi è piaciuto. Anche se a tratti l’ho trovato un po’ forzato, nei personaggi esagerati (Antony e la madre fricchettona di Erica) e nel linguaggio che mescola registri narrativi molto distanti.

La vita e le proiezioni che ognuno di noi fa su se stesso e sugli altri spesso corrono su binari paralleli in cui paiono non incontrarsi mai. Eppure ci sono attimi, anche nella vita di Erica e Tea, in cui la felicità pare totale e le vite vissute sembrano incarnare perfettamente il nostro ideale. Un libro pieno di speranza, questo della Gamberale.

L’autrice: Chiara Gamberale

Il libro: Quattro etti d’amore, grazie

Il bacino d’utenza: per chi vive la vita di Tea e vorrebbe essere solamente una signora Cunnigham, per chi sogna vite diverse e non si accorge che ha quello che ha sempre voluto. Per chi favoleggia sulle vite altrui al supermercato o passando davanti alle finestre illuminate di notte. Spioni di carrelli altrui fatevi avanti, non rimmarrete delusi.

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8 commenti

  1. Io ho letto solo “L’amore quando c’era” e mi era piaciuto molto. Ne ho anche parlato sul blog. So che Roberto ha letto questo e non l’ha convinto del tutto, forse come tutti gli autori anche la Gamberale è un po’ alterna. Mi sa che ci proverò 😉

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  2. mostramistra · · Rispondi

    Anche io ero un po’ prevenuta, seguivo la sua trasmissione in radio che non mi faceva proprio impazzire 🙂 lo leggerò… se esiste la versione elettronica meglio

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    1. Benvenuta cugggina mostramistra!! Io non la conoscevo proprio se non di nome quindi non mi aspettavo nulla, anzi sono partita un po’prevenuta. Questo l’ho letto cartaceo 😦

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  3. Roberto · · Rispondi

    In effetti la storia e l’idea sono interessanti. Ma il libro mi ha deluso moltissimo… Però ne ho comperato un altro suo… Vedremo

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    1. Forse sto diventando troppo buona!! È che sto leggendo molta robaccia della quale non scrivo post 😉

      Inviato da HTC

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  4. Anche io ho apprezzato l’amore quando c’era. Questo l’ho letto ma non è che proprio mi abbia colpita. L’idea di vivere la vita di un altro sulla base della spesa mi era sembrata carina, ma poi la storia ….un pochino banale 😦

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    1. Concordo Elena, non male come libro, con qualche punto da sciogliere e qualche personaggio un po’ troppo caricaturale. L’idea di scrivere un romanzo sulle vite immaginate dalla spesa altrui interessante per.. Ora ho scaricato in ebook “Le luci nelle case degli altri” che dicono sia il suo libro pi riuscito, vedremo 🙂

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      1. Non l’ho letto ma mi è piaciuto “La zona cieca”!

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