Limonov: Emmanuel Carrère

Limonov
Limonov

Del libro Limonov di  Carrère se ne parla moltissimo e ne hanno discusso critici letterari di fronte ai quali mi prostro con venerazione, come Antonio d’Orrico su La lettura.
Un’analisi più complessa di tutta la biografia di Carrère  anche su l’Indice da parte dello scrittore Andrea Bajani.

Cosa posso aggiungere io, semplice lettrice, in questo post? Niente di non ancora detto se non che il romanzo è davvero interessante e unico nel suo genere. Il personaggio di Limonov è uno strano miscuglio di anticonformismo, fascismo, vita bohemienne e ideali. Nato a Rostov e cresciuto in una famiglia di militari di carriera è passato dalla poesia alla prosa, dall’essere un teppista nelle periferie grigie della città ucraina al diventare soldato e poi capo di un partito politico.

Carrère stesso lo descrive così:

È stato teppista in Ucraina, idolo dell’underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani; e adesso, nell’immenso bordello del dopo comunismo, vecchio capo carismatico di un partito di giovani desperados. Lui si vede come un eroe, ma lo si può considerare anche una carogna: io sospendo il giudizio.

Un uomo al confine di tutto, eroe e antieroe al tempo stesso, che non può non affascinare.  Il libro inchiesta di Carrère attinge a piene mani dai libri autobiografici dello stesso Limonov. Il libro è bello e, se già altri più illustri prima di me non vi hanno convinto, aggiungo il mio consiglio: leggetelo!

Il libro: Limonov
L’autore: Emmanuel Carrère
Il bacino d’utenza: questo non è un libro che consiglierei ai giovanissimi perchè, per non averli vissuti in prima persona, molti dei fatti citati dalla caduta del Muro di Berlino alla sanguinosa guerra dei balcani sfuggirebbero loro e si svuoterebbero di significato. Una generazione di 30-50enni apprezzerà in pieno una scrittura e una vita folle, trascorsa da Limonov in modo irruente e anticonformista.

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4 commenti

  1. Sono stata molte volte con questo libro in mano pronta a comprarlo, ma poi ho sempre desistito. Ho pensato che potesse essere noioso, che bisognerebbe leggerlo con continuità e moooolta attenzione, che forse dovrebbe aspettare, insieme a Vita e destino, che io vada in pensione. Ammesso che per allora la testa mi funzioni ancora 😉

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    • Non per niente noioso, n pesante. Magari la forma scritta, fra il saggio, il romanzo e la biografia che potrebbe non piacerti. Comunque in pensione non so proprio se riusciremo ad andarci visto come vanno le cose in Italia!!

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