I santi muti: Antonio Carnevale

I santi muti
I santi muti

Recentemente sono andata alla presentazione del libro di Antonio Carnevale, I santi muti.  Nella presentazione si è insisitito molto sulla figura del doppio: ognuno è qualcosa di diverso da quello che appare e diverse persone nella stessa situazione scelgono comportamenti opposti. Ne trovate una interessante recensione qui, su Panorama Cultura.

Il bello dei libri che, una volta usciti, sono dei lettori e l’analogia che invece a me è saltata in mente, è quella con il libro di Georges Simenon, Lettera al mio giudice. Perché il libro di Antonio Carnevale è scritto in forma di sfogo, una lunga autodifesa che il protagonista del libro Ortensio Montiglio fa al suo processo. La situazione si chiarisce a poco a poco, man mano che si procede nel racconto la visione dei fatti è sempre più a fuoco, la situazione in cui si trova l’uomo, cornuto e mazziato come si direbbe in gergo, è sempre più complicata e ingarbugliata.

Quello che parte come un semplice racconto di una fuga da una moglie che lo tradisce e non lo stima, finisce per diventare un complesso intreccio in cui il protagonista diventa vittima inconsapevole. Ortensio è un uomo mite e meticoloso, tranquillo nel grigiore della sua vita. Ma ecco lo scossone, “la trave”, che spariglia le carte e costringe Ortensio a vivere avventure che mai avrebbe desiderato.

Non posso dir oltre, per non disvelare la trama di questo giallo atipico. Un giallo con poco sangue e molto mistero. La prima prova di Antonio Carnevale pare interessante anche se con qualche perplessità rispetto al continuo alternarsi della voce di Ortensio Montiglio dalla prima alla terza persona. Un’alternanza anche all’interno dello stesso capitolo che a mio parere rende poco comprensibile e riconoscibile chi sia la voce narrante.

Il libro: I santi muti

L’autore: Antonio Carnevale

Il bacino d’utenza: lettori italiani alla ricerca di nuovi narratori italiani. Questo è un giallo in cui la parte cerebrale e l’intreccio prevalgono nettamente su azione e sangue. Quindi destinato a chi ama il giallo alla Simenon e alla Durrenmatt. Antonio Carnevale è un giornalista e questa è la sua prima prova narrativa, lo aspetto alla prossima per farmi un’idea più precisa.

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