Gli onori di casa: Alicia Giménez-Bartlett

Gli onori di casa
Gli onori di casa

Alicia Giménez-Bartlett fa dire alla sua protagonista Pedra Delicado nell’ultima pagina del suo nuovo libro Gli onori di casa:

L’amore e la stima che gli altri ti dimostrano dipende dalla distanza tra ciò che fai e ciò che gli altri si aspettano da te. Non deve essere mai troppo grande.

Ecco, in questa frase si riassume il libro. La Bartlett ci propone in questa ultima avventura proprio quello che noi lettori e amanti di Pedra Delicado ci aspettiamo da lei.

Ci aspettiamo che litighi con il suo vice Firmin e che lo accusi di essere pacchiano. Ci aspettiamo che faccia finta di nulla di fronte alle ecografie della sua aiutante Yolanda. Ovviamente ci aspettiamo che persegua la verità con il suo solito imperturbabile fiuto e che non si arrenda di fronte a niente. Poi vogliamo vedere come prosegue il rapporto con il suo terzo marito e con i figli di lui, i tremendi gemelli Theo e Hugo e la tenera Marina. Saremmo incuriositi da un’eventuale breve ma intensa storia con un altrettanto valoroso investigatore italiano. La Bartlett non ci delude, ancora una volta.

Questa volta il caso è un cold case, un omicidio parzialmente irrisolto avvenuto cinque anni prima che viene riaperto per richiesta della vedova dell’uomo assassinato. Pedra Delicado e il vice Firmin Garzon si trovano ad indagare gli intrecci fra la criminalità organizzata italiana e il riciclaggio di denaro sporco, fra beghe familiari e rancori mai sopiti. Pedra e Firmin devono recarsi a Roma per approfondire i rapporti fra organizzazioni criminali italiane e spagnole. La parte italiana è quella che ho apprezzato meno. Gli stereotipi mi vanno bene se sono per gli altri paesi, ma non toccate il mio!

La buona cucina, il caffè forte, l’ospitalità, i monumenti, gli uomini irresistibili. Insomma: la vita in Italia è bella. I cliché ci sono tutti, anche se Pedra rischia di venire uccisa proprio a Roma. In questo indulgere della Bartlett sull’italianità ho trovato il punto debole di un romanzo che comunque, come sempre, è godibile e divertente, forse più interessante nello svolgersi delle vicende familiari e private di Pedra che nel caso stesso come dice giustamente Roberto Lucchetti, che scrive qui il suo punto di vista da stretto parente della Bartlett 🙂 .

Pedra Delicado è un’investigatrice tosta e determinata, femminista, che infrange le regole e risponde a tono, dal linguaggio tagliente e poco incline ai sentimentalismi. E a me continua a piacere moltissimo. Quindi aspetto la prossima puntata, magari con un viaggio in Botswana, dove la Bartlett potrà esibire tutti i cliché sull’Africa Nera senza che io me ne abbia a male 🙂

Il libro: Gli onori di casa

La scrittrice: Alicia Giménez-Bartlett

Il bacino di utenza: amanti del giallo classico ma capaci di apprezzare uno spirito brillante e ironico come quello della scrittrice spagnola. Se non avete mai letto nulla della Bartlett iniziate dal primo libro, Riti di Morte,  perché negli anni il rapporto fra Pedra e Fermin si evolve, le famiglie si allargano, le vite si incontrano. Tutti i libri con protagonista Pedra Delicado sono pubblicati in Italia da Sellerio, già questo è una garanzia!

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9 commenti

  1. Gli stereotipi sull’Italietta vista dagli stranieri spesso danno fastidio anche a me e hanno guastato anche l’ultimo film di W. Allen ambientato a Roma. Sulla Bartlett sai già che devo portarmi in pari studiando la cronologia dei romanzi 😉

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    • Mi hanno detto che pure gli stereotipi sull’Africa Nera danno fastidio! Però è l’Italia l’unico paese al mondo che conosco bene e certe cose mi fanno davvero venire i nervi!

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  2. Mi sembri davvero troppo severa! Se ci pensi, qualsiasi analisi sociologica, addirittura qualsiasi generalizzazione, genera stereotipi…ma qualcosa di vero c’e’, dai! Il caffe’ non e’ buono da noi? E a Roma si dorme molto male ma si mangia molto bene…l’unica cosa che mi darebbe i nervi e’ quello dell’italiano affascinante, ma qui mi pare che sei imprecisa: Pedra trova SEMPRE affascinante qualcuno che incontra nei suoi viaggi, non e’ questione di italianita’…ho cominciato da poco ad andare spesso in Spagna, mi piacciono molto gli spagnoli, temo anche per qualche piccolo stereotipo che li contraddistingue… per non parlare poi dei francesi.
    Ecco, ora mi accuserai di difesa maritale d’ufficio! Ma Alicia ama davvero l’Italia, perche’ non concederle qualche motivo un po’ banalotto per esprimerlo?

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      • Eccomi. Allora: ho letto questo libro dopo un lungo intervallo-da-Bartlett, saltando vari episodi intermedi e non sono rimasta per niente delusa. Petra Delicado continua a piacermi moltissimo e il viceispettore Garzon mi è troppo simpatico! Gli stereotipi sull’Italia qui non mi disturbano: in fondo non c’è niente di non vero (e molto di positivo, mafia a parte che però, ahimé, è altrettanto reale!) e anzi, per una volta, si parla di Italiani che sanno lavorare e lavorare bene! che vogliamo di più?

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  3. Ma sì, se non fosse caduta negli stereotipi ci saremmo sorpresi. Già è tanto che non ci siano mandolini e schitarrate 😉
    Comunque, la parte romana del libro è molto circostanziata e precisa nella descrizione dei luoghi e della topografia cittadina.
    Devo dire che non mi ha deluso.

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