Antonio Manzini: Pista nera

Pista Nera
Pista Nera

Ci sono dei libri che sembrano rincorrerti per farsi leggere. Ne cogli la copertina e la trama sulle anteprime di Sellerio, sbucano all’improvviso in libreria con uno sgargiante “Novità”, ci trovi i luoghi molto cari ad un’amica che ti ha invitato a casa sua nella valle D’Ayas, poi ti imbatti nelle interviste a Manzini, amico di Ammaniti, su La Stampa.

Insomma, a Pista nera non avrei potuto sfuggire neppure se avessi voluto. E sono contenta di avere incontrato il vicequestore (non commissario, non si usa più) Rocco Schiavone nel libro di Manzini. Perché Rocco è tutt’altro che simpatico. Anzi è arrogante, cinico, scorretto, violento e soprattutto, poco onesto.

Per qualche motivo poco chiaro, è stato spostato da Roma a Aosta in tutta fretta e certo questa non è una promozione. Così Rocco, romano fino al midollo, amante delle Clark’s e del loden, refrattario all’uso dei guanti, si trova a indagare su un delitto avvenuto sulle piste di Champoluc, in Val D’Ayas, in mezzo al freddo gelido di gennaio. Quello che il vicequestore incontra è un mondo chiuso tipico delle piccole comunità montane in cui parentele e amicizie, odi e amori, segreti e rancori si avvolgono a spirale uno dentro l’altro.  Proprio la sua esperienza, il suo sguardo straniero  riusciranno a trovare il bandolo dell’omicidio di un altro straniero come lui, un imprenditore siciliano che ha sposato la più bella del paese e con lei ha deciso di aprire uno splendido rifugio in quota.

Rocco Schiavone è talmente acido e politicamente scorretto da strappare più di un sorriso. Anche per il suo gusto di accostare le fisionomie umane e quelle delle specie animali: ci sono donnole, faine, balenottere. Manzini ha creato un personaggio che, ne sono certa, continuerà ad esistere ancora per molte avventure ed entrerà nel cuore di molti lettori italiani.

Il libro: Pista Nera
L’autore: Antonio Manzini
Bacino d’utenza: lettori di gialli, soprattutto amanti dei gialli Sellerio che già ci hanno abituato a Camilleri, Piazzese, Malvaldi, Bartlett e tanti altri. Se poi conoscete i luoghi citati, la lettura sarà ancora più gustosa. Ma basterà aver frequentato realtà chiuse come quelle isolane o montane, paesi sperduti o comunità di vario genere, per avere ben chiaro l’ambiente nel quale si svolge il romanzo e per trovare stuzzicante questo libro. A proposito, leggo questa notizia Ingroia ad Aosta e penso che forse Vietti ha letto Pista nera, oppure Manzini è un  preveggente 🙂

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14 commenti

  1. Non me lo perdo di sicuro, anche se devo ammettere che sto leggendo con ENORME fatica l’ultimo della Bartlett, può darsi che per i gialli non sia un momento buono per me …
    robert

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    • Bentornato Roberto!! Secondo me ti potrebbe piacere, ancora di più se conosci la Valle d’Aosta.
      Per la Bartlett mi dispiace, non sei il primo che mi dice che questa volta non è stata all’altezza delle precedenti. L’ho appena comprato in cartaceo anche io. Come potevo perdermi Pedra Delicado a Roma…ti farò sapere dopo averlo letto.

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    • A volte penso che noi lettori siamo strani, ci rilassiamo leggendo di morti assassinati. Però è così anche per me 😉 La Bartlett è una brava giallista, la protagonista dei suoi libri è un’ispettrice donna spagnola con comportamenti quasi mascolini e un vice che sembra il prototipo dell’uomo latino di una certa età: baffi, pancetta e galanterie! Però libro dopo libro anche il loro rapporto evolve. I primi romanzi della serie sono quelli che mi sono piaciuti di più.

      Inviato da HTC

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  2. C’è anche un libretto della Bartlett con tre suoi racconti. Sono molto belli, anche se lei dice che detesta scrivere racconti, che è tagliata per il romanzo. Il mio libro con i suoi racconti ha una sua dedica che comincia così
    Al mio marito italiano
    È stato un siparietto molto carino quando me l’ha scritto!
    Infine, cara Polimena, ti leggo anche da Parigi, dove resto ancora una settimana. E grazie per la correzione!

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  3. Qualche anno fa è venuta a Mantova, al Festivaletteratura. Ero ospite anch’io. In estate avevo letto i suoi libri. In quello di racconti diceva che aveva dato l’assenso alla traduzione solo in italiano, perché ama moltissimo l’italia. E concludeva. “Anzi, se un italiano vuole sposarmi, deve dirmi solo dove e quando.”
    La domenica era in libreria per un incontro con i suoi lettori. C’ero anche io… Ci siamo sposati lì, mio testimone la libraia il suo il legittimo marito… Avevano tutti l’aria di dire che ero un matto, ma ridevano… Comunque la padrona della libreria lo sapeva che avrei fatto questa cosa e siccome mi conosce non era preoccupata… Ciao!

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  4. Ho appena terminato l’ultimo libro di Manzini “Pista nera”, l’ho trovato piacevolissimo, l’ho divorato. Ecco uno scrittore italiano che sa scrivere un buon giallo , avvincente. Bravo Manzini!. Perfetto il personaggio del vicequestore Rocco Schiavone. Avevo già trovato questo personaggio in “Ferragosto in giallo” e leggendo il racconto ho appositamente cercato altre pubblicazioni di Manzini. Credo non vi sia nulla da aggiungere : perfetto.
    ,

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