L’autobus di Rosa – Fabio Silei

L'autobus di  Rosa

L’autobus di Rosa

Rosa Parks compirebbe 100 anni, se fosse ancora viva.

Rosa Parks è la donna che, con il suo atto di ribellione non violenta, diede il via al boicottaggio durato 381 giorni, che è considerato l’atto d’avvio del moderno movimento per i diritti civili.

Il libro, L’autobus di Rosa edito da Orecchio Acerbo, scritto da Fabio Silei e meravigliosamente illustrato da Maurizio Quarello è la storia di Rosa Parks narrata da un nonno al nipote. Il punto di vista è interessante perché il nonno racconta al nipotino Ben che, quel giorno del dicembre 1955 a Mongomery, anche lui era sullo stesso autobus di Rosa. Quando la donna non ha voluto cedere il suo posto a un uomo bianco, è stato fra i primi a cercare di convincerla ad alzarsi. L’atto di ribellione e di insubordinazione sembrava a quei tempi una vera pazzia eppure Rose ha avuto il coraggio di farlo.
Il giorno successivo e per ben 381 giorni nessun cittadino nero, compreso il nonno di Ben, salì per protesta su un autobus della linea costringendola Corte Suprema degli Stati Uniti al riconoscimento dell’incostituzionalità della legge sulla segregazione sui pullman pubblici dell’Alabama.

Come dice l’autore del libro in questa bella intervista: non tutti saremmo Rosa Parks o Hitler ma le nostre scelte sono fondamentali.

Martin Luter King infatti temeva più il silenzio delle persone oneste delle parole violente:

I am not afraid of the words of the violent, but of the silence of the honest.

L’autobus di Rosa @Maurizio A. C. Quarello

L’autobus di Rosa @Maurizio A. C. Quarello

Quando racconto questa storia ai miei figli non riescono a crederci. Eppure era così, solo 60 anni fa. Ora di certo le cose sono cambiate, ma succede che qualcuno in Italia, suggerisca di utilizzare autobus separati a seconda del colore della pelle. Succede che Toto Cutugno al Festival di Sanremo dica al giocatore del Torino Angelo Ogbonna: “Anche al Milan ne abbiamo UNO COME TE”. Succede che chiamino un ragazzo nigeriano Cioccolatino, mio nipote italo-tunisino Accendino e una persona avara un Rabbino.
Questo libro forse può servire per evitare che queste cose succedano ancora.

Il libro: L’autobus di Rosa
L’autore: Fabio Silei e Maurizio Quarello
Il bacino di utenza: bambini e ragazzini che sono cresciuti pensando che un presidente americano nero sia una cosa normale senza conoscere quello che succedeva all’inizio del secolo scorso negli Usa. Un libro dalle meravigliose illustrazioni e dal contenuto epico! Ecco, come al solito mi sono lasciata andare al lirismo 😉

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7 commenti

  1. roberto · · Rispondi

    cara polimena, non sono giorni belli, e la speranza fa fatica a emergere da tante brutture. Sto pensando alla giornata di ieri contro le violenze alle donne, eppure questa stupida, cieca, insopportabile violenza non solo non cessa, ma sembra aumentare. Tuttavia sono d’accordo con te che con i piu’ piccoli non bisogna mai stancarsi di ripetere le cose, di insegnare e soprattutto far vedere tolleranza, rispetto e condivisione. Non il pessimismo della ragione, ma l’ottimismo della volonta’
    roberto

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    1. Roberto, che bello il tuo commento! Sentire parole come le tue mi fa ben sperare per il futuro 🙂

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  2. Che bello questo libro, lo segnalo a mio fratello per i suoi alunni! Ma, ragazzi a parte, secondo te è una lettura piacevole anche per gli adulti?

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    1. Mah, cara Viviana, io l’ho divorato e ne ho apprezzato le belle illustrazioni. Però la parte illustrata è preponderante su quella scritta, come si conviene a un libro per bambini. Le edizioni Orecchio Acerbo sono sempre attente alle illustrazioni e stampano dei libri davvero particolari.

      Inviato da HTC

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  3. Mi sa che lo leggo anche se adulta!!!

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    1. Elena è davvero un bel libro ma ora ti aggiorno sul risultato della lettura su miei figli, giusto per ridere un po’ della diversità dei loro caratteri. Il primo è rimasto molto colpito dal Ku klux klan e dalle loro “divise” al punto che per due notti ha dovuto dormire nel lettone (ci voleva giusto questa scusa). Il più piccolo, black block in erba, ha iniziato una resistenza passiva:
      “Per favore, vai a lavarti i denti.”
      “No.”
      “Smettila di giocare con il mio cellulare”
      “No,”
      “Perché dici così?”
      “Faccio come Rosa Parks”

      Ecco, ci voleva giusto questo!

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      1. Accidenti!!!

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