I classici che fingiamo di aver letto: Madame Bovary

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Madame Bovary

Tempo fa lessi un articolo sulla rivista Finzioni nel quale si indicavano i classici che tutti conosciamo e che fingiamo di aver letto. Questi i titoli:

1. Alla ricerca del tempo perduto – M. Proust

2. Guerra e Pace – L. Tolstoj

3. La signora Dalloway – V. Woolf

4. Madame Bovary – G. Flaubert

5. Moby Dick – H. Melville

Al quarto posto di questa classifica c’è proprio Madame Bovary.

Beh, confesso. Io sono arrivata alla veneranda età di 44 anni senza averla mai letta nonostante ne conoscessi a grandi linee protagonisti e trama. Ed era arrivato il momento giusto.

Come al solito  il classico non mi delude.
In fondo se un libro è diventato un classico una ragione ci sarà!

La trama è conosciuta. Emma, giovane e bella, sposa il medico Charles Bovary, già vedovo. Dopo un primo periodo in cui Emma cerca di convincersi di amare l’uomo che ha sposato, la giovane donna comincia a desiderare altro. Una vita diversa, lussi, amori travolgenti e romantici. Cosi viene sedotta – e di buon grando si lascia sedurre – dal nobiluomo locale, Rodolphe Boulanger, durante i Comizi Agricoli.

La scena è indimenticabile e a mio parere una delle più memorabili del libro. Alle frasi altisonanti del discorso degli invitati ai Comizi Agricoli si alternano gli sguardi e gli atteggiamenti da romanzetto d’amore, le banali parole, le frasi fatte che Rodolphe sussura ad Emma creando per il lettore un contrasto ironico e divertente. Emma non ne coglie l’ironia ma anzi, attratta da quello che le sembra l’incarnazione del principe valoroso e romantico di tante letture giovanili, cede alle lusinghe del Casanova. Ma ben presto Rodolphe si mostrerà per quello che è ed Emma sarà di nuovo sola e senza via d’uscita, chiusa dentro un’esistenza che le va stretta.

Conclusa dolorosamente la storia d’amore con Rodolphe, Emma si innamorerà di Leon, un giovane apprendista notaio con il quale aveva precedentemente intrattenuto una relazione platonica. In un crescendo di lussuria, sesso, spese folli, debiti e passioni incontentabili Emma si suiciderà, travolta dai debiti e dalla vergogna. Poco dopo morirà anche Charles di crepacuore; l’uomo che l’aveva teneramente e testardamente amata, viene a scoprire dei suoi tradimenti e non regge al dolore.

Un finale tragico, insomma.

Emma è un’icona di donna, per questo la sua figura dopo 150 anni non sbiadisce. Mai contenta, sempre alla ricerca di qualcosa altro oltre a quello che ha, sempre alla costante attesa dell’amore che sia grande e perfetto, il cui fuoco non si spenga mai, che non deluda, che non rientri nella normalità. Emma vuole di più, vuole lussi, bei tessuti, begli arredi e passione, passionalità, amore sublime.
Quante Madame Bovary sono esistite e quante esisteranno.
E quanta Madame Bovary c’è in ognuno di noi? Tanta.

Infatti Flaubert, accusato nel 1857 di immoralità per questo libro, processato e assolto, affermò in una fase che divenne celebre : Madame Bovary c’est  moi.

Io l’ho acquistato, su suggerimento di un’amica lettrice, nella traduzione di Maria Luisa Spaziani edito dalla Mondadori (Oscar Classici Serie Cult).  La Spaziani, scrittrice a sua volta e poetessa, dice in questa intervista di aver seguito questa traduzione come se avesse scritto lei stessa l’opera, soppesando ogni termine e andando a fondo su ogni significato.  In questa edizione, al termine del libro, c’è una gustosa postfazione di Mario Vargas Losa che vale la pena di leggere!

Il libro: Madame Bovary

L’autore: Gustave Flaubert

Il bacino d’utenza: tutti, ma proprio tutti quelli che non l’hanno ancora letto. Che aspettate? Colmate la lacuna, non ve ne pentirete!

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17 commenti

  1. Letto anni fa, magari potrei riprenderlo in mano… Farai venir voglia di leggerlo a molti di quelli che non l’hanno anora fatto! 🙂
    Degli altri qualcosa invece mi manca ma per ora passo 😉

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  2. Non fingo mai di aver letto un libro e mi chiedo: come si fa a fingere di aver letto La ricerca o Guerra e pace? Con dei mattoni così ti sgamano subito. Proust mi tenta ma passeranno anni prima che abbia il coraggio di affrontarlo.

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  3. Anch’io non fingo, ma se ho letto un libro secoli fa (come appunto Madame Bovary, letto da adolescente, nella fase riuscirò-a-leggere-tutto-il-leggibile) posso dire di averlo letto, anche se ne ricordo solo alcune parti o solo le sensazioni lasciate?
    Senz’altro un bel ripasso con occhi adulti potrebbe far scoprire tante cose nuove!

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  4. Be’, Polimena, il problema, o il vantaggio, è che noi abbiamo letto i classici senza sapere che lo fossero. Io Emma Bovary l’ho letto, e Guerra e pace e Moby Dick.
    Di Emma non ricordo nulla, di Guerra e pace che mi piacque da morire, e di Moby Dick che feci una grande fatica a finirlo.
    Sarà il momento di una ripassatina? Secondo me si scaricano gratis da Liberlibri

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  5. Letto qualche anno fa. Non mi è dispiaciuto, anche se ho trovato un po’ fredda la psicologia dei personaggi.
    So che non bisognerebbe fare paragoni, ma il paragone con Anna Karenina viene spontaneo e quest’ultimo mi piace infinitamente di più.

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    • Anche a me Anna Karenina come personaggio è piaciuto di più. E’ stato uno di quei libri che finisci con un enorme dispiacere, dopo tanti giorni in cui ti hanno tenuto compagnia.

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