Toni Morrison: A casa

A casa

A casa

Sorride, allunga il braccio verso la patta del soldato, la tocca. Lui è sorpreso. Gnam gnam? Non appena sposto lo sguardo dalla mano alla faccia e vedo i due denti mancanti, la cascata di capelli neri sugli occhi avidi, lui la fa saltare in aria.
Resta solo la mano tra i rifiuti che stringe il suo tesoro, un’arancia macchiata, marcia.
Tutti i civili che ho incontrato in quel Paese erano pronti a morire (e sono morti davvero) per difendere i bambini. I genitori si gettavano senza indugio davanti ai figli. Eppure, sapevo che c’era qualche corrotto che non si accontentava delle solite ragazze in vendita e si dava al commercio di bambini.
Ripensandoci adesso, credo che il soldato abbia provato più che disgusto. Credo si sia sentito tentato e che sia quella la cosa che ha dovuto uccidere.
Gnam gnam. (pag.114)

E’ la voce di Smart Money questa, il reduce di guerra di Corea che sta tornando a casa in Georgia, dalla sorella Cee. Ha giurato non sarebbe più tornato ma Cee è in pericolo e lui, che l’ha protetta per tutta la vita, deve salvarla. Capitoli in prima persona – una sorta di resoconto o di testamento lasciato a un misterioso interlocutore – si alternano a una narrazione in terza persona. I piani del racconto si rincorrono: il viaggio di ritorno, la vita della sorella, i ricordi d’infanzia e le immagini della guerra coreana. E’ come un puzzle che a poco a poco prende forma, un pezzo dopo l’altro, accostando colore a colore, immagine ad immagine. Fino al capitolo finale, quello in cui la storia si chiude proprio là dove tutto era iniziato: A casa.

Toni-Morrison

Toni Morrison

Toni Morrison è nota per aver contribuito a far conoscere molte delle voci più potenti della narrativa afroamericana e per aver lei stessa esplorato la perdita di identità della cultura afroamericana e il razzismo in tutte le sue forme.
In questo libro, dove la Morrison usa un tono meno duro e arrabbiato rispetto ad altri suoi, la scrittrice si è data un obiettivo in più, quello di “capire che effetto fa scrivere senza etichette razziali”, come dice in questa bella intervista pubblicata sul blog Mimima&Moralia

Qui si parla di orrore della guerra, di povertà, di esperimenti sulle persone, di grettezza morale e di solidarietà. Non ci sono bianchi, non ci sono neri. Ci sono uomini.


«Cosa vuoi diventare da grande?»
(…il bambino) girò la maniglia con la mano sinistra e aprì la porta.
«Un uomo», disse e uscì. (pag.37)

Il libro: A Casa
La scrittrice: Toni Morrison
Il bacino d’utenza: Toni Morrison ha vinto sia il Nobel sia il Pulitzer e questo dovrebbe essere un motivo sufficiente per accostarsi a una grande scrittrice con un libro forse meno ostico, meno crudo ma più maturo. Un libro per amanti della letteratura americana, delle atmosfere del sud: caldo soffocante e chiacchiere serali sotto i portici. Razzismo strisciante. Povertà e solidarietà. Orrore e crudeltà.

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3 commenti

  1. Aspettavo la tua recensione 😉 non ho mai letto Toni Morrison ma non mi dispiace la letteratura americana del sud, ti farò sapere. Buona serata

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    1. Ora a te, mia cara… So che sei sintonizzata su altri canali ma un salto dall’altra parte dell’oceano, letterariamente parlando, potresti farlo

      Mi piace

  2. […] debitrice di questo suggerimento di lettura all’amica Polimena, qui potete leggere la sua […]

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