Alfred Hitchcock presenta: Jack Ritchie

Il caro prezzo della privacy
Il caro prezzo della privacy

Anche per questa chicca deliziosa devo ringraziare Anobii e mia amica di letture Betty Flanagan. Attraverso la sorpresa del piego libro ho ricevuto un altro dei libri dai quali Hitchcock ha tratto alcuni episodi della serie Alfred Hitchcock presenta. In questo caso si tratta del libro di Jack Ritchie: Il caro prezzo della privacy edito anni fa da Marcos y Marcos.

Come è tipico negli episodi della serie di Hitchcock, il racconto è costruito in modo tale da spingere il lettore ad immaginarsi una situazione per poi essere portato a rovesciare completamente la prospettiva dall’evento sorpresa finale. Lo schema è spesso lo stesso ma questo non toglie il gusto di leggere i racconti e di divertirsi fino in fondo.
Stile lineare, trama scorrevole, poche pagine per racconto. Mentre leggete sentite chiaramente che Jack Ritchie vi sta truffando, vi sta gabbando con il sorriso sulle labbra. Eppure non potete che proseguire per vedere COME VA A FINIRE.

Il caro prezzo della privacy contiene nove racconti noir,  una decina di pagine ognuno , gustosi come Profumo di camelie tutto giocato sulla capacità di percepire gli odori delle persone, sorprendenti come Non dirlo a tua madre – cosa farà quel marito con la pala in mano nel giardino di casa? (l’intero racconto lo trovate qui)  o sarcastici come Troppo amaro – chi sarà l’avvelenatore nella coppia di attempati coniugi?.

Jack Ritchie scrisse 123 storie per l’Alfred Hitchcock Mystery Magazine, da una di queste storie venne tratto il film “E’ ricca, la sposo e l’ammazzo “ (anche questo libro edito da Marcos y Marcos).

Il libro: Il caro prezzo della privacy
L’autore: Jack Ritchie
Bacino d’utenza: per chi come me ha amato le “Storie impreviste” di Rohald Dahl. Jack Ritchie è una lettura leggera ma divertente. E ci vuole una gran classe per delineare personaggi e storie e rendere il racconto avvincente in sole dieci pagine. Io lo consiglio.

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6 commenti

  1. Imperdibile, almeno per me che, come te, ho apprezzato Dahl e che amavo i racconti televisivi di Hitchcock, prevedibili a volte ma sempre arguti e con quel finale in controtendenza che dovrebbe essere sempre lo peculiarità dei corti. Anzi mi sa che lo metto nella lista dei pensierini di Natale, per amii-lettori nostalgici ai quali non voglio rischiare di regalare doppioni.

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