Recami: Gli scheletri nell’armadio. Il giallo è un equivoco

Gli scheletri nell'armadio

Gli scheletri nell’armadio

Se avete voglia di leggere uno di quei gialli pieni di suspence e colpi di scena NON è questo il libro adatto. Il romanzo di Francesco Recami, Gli scheletri nell’armadio più che un giallo è una commedia degli equivoci in salsa giallo zafferano. Ambientato in una casa di ringhiera primi Novecento nella zona Casoretto a Milano, ha per protagonista l’Amedeo Consonni tappezziere in pensione con la passione per i ritagli di cronaca nera: omicidi, morti violente, sparizioni. Faldoni e faldoni di notizie archiviate ne fanno un personaggio al quale rivolgersi con certezza per risolvere casi di morti vere e sparizioni presunte. Proprio così fa il suo amico di vecchia data, il Barzaghi Carlo da Rovagnate-Brianza. Nella ristrutturazione della sua cascina ha trovato qualcosa di molto strano e lo ha portato direttamente a Milano perché il Consonni potesse darci un’occhiatina.

Da qui in avanti è tutto un incrociarsi di deduzioni e illazioni, incroci sul pianerottolo, scambi di piacere con i vicini di casa, sparizioni in Val Malenco, orsacchiotti perduti, whiskey Talisker e BMW serie Z3. A intrecciare i fili ingarbugliati delle vite di questo palazzo – in cui i movimenti altrui non possono passare inosservati – è la classica vicina impicciona: la signorina Mattei-Ferri. Esiste un palazzo che non abbia una Mattei-Ferri? A mio parere è lei il personaggio meglio riuscito di tutta la storia. Non si perde uno dei movimenti dei vicini di casa ma le idee che se ne fa sono ben lontane dalla realtà. Proprio grazie alle sue osservazioni riusciamo a comprendere lo svolgimento di questa commedia degli equivoci che si svolge sui ballatoi di via Casoretto.

Il libro: Gli scheletri nell’armadio
L’autore: Francesco Recami
Bacino d’utenza: un libro per chi vuole immergersi nelle atmosfere meneghine, crogiolarsi nelle parlate brianzole, entrare nelle case di ringhiera. Il libro è piacevole ma il giallo è praticamente inesistente, in alcuni punti anche incongruente. Il vero fulcro della vicenda è la casa di ringhiera e le vite dei personaggi che la abitano complicate e divertenti, come le vite di ognuno di noi. Libro scorrevole a tratti divertente, non certo indimenticabile.

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5 commenti

  1. L’avevo già inserito nella lista dei libri da leggere perché mi incuriosivano le atmosfere milanesi di questo giallo, poco giallo. I miei nonni hanno abitato per anni esattamente in quella zona… un abbraccio:)

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  2. Ogni volta che vedo Sellerio penso, automaticamente, a Camilleri. Ed invece è ovvio che questo editore ha nella sua scuderia degli altri interessanti talenti. Grazie per la segnalazione.
    Un caro saluto a te/voi… non so bene se singolare o plurale o che…
    🙂

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    1. Grazie keypaxx. In effetti Sellerio ha una gran quantità di scrittori interessanti. E poi il formato dei libri mi piace moltissimo, comodo da portare ovunque, tascabile ma molto curato.
      Questo è un blog a più mani, noi siamo davvero cugine ma i post sono scritti singolarmente!

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  3. Ho appena finito di leggere “La casa di ringhiera” di Recami e sono rimasta un po’ delusa. Forse mi aspettavo altro, non sapevo che fosse un noir degli equivoci.

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    1. Sì, in effetti come giallo lascia a desiderare. E’ più l’atmosfera da casa di ringhiera ad essere interessante…

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