Se ti abbraccio non aver paura – Fulvio Ervas

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Se ti abbraccio non aver paura

Andrea Antonello è un ragazzo autistico e Franco è suo padre. Andrea aveva tre anni quando gli è stata diagnosticata la malattia, ora ne ha diciotto. Non è facile occuparsi di lui perchè Andrea si sente come un “marziano sulla terra che deve imparare da terrestri“. E’ capace di slanci improvvisi verso persone sconosciute, che abbraccia e tocca sulla pancia, corre e si allontana senza un motivo apparente, adora l’acqua e i dolci, ama rovesciare le bottigliette di ketchup e di aceto.

Cosa fareste voi, cosa farei io con un ragazzo così?
In questo libro Ervas racconta cosa fa il padre di Andrea Antonello.

Nell’estate del 2010 parte per un lungo viaggio on the road su una sfavillante Harley da costa a costa degli Stati Uniti. E poi ancora in auto in Messico, Belize, Guatemala, Panama e Brasile. Vi pare poco? Incontri strani, abbracci che lasciano le persone basite, motel, bar, discese mozzafiato e paesaggi spettrali, momenti di tenerezza e arrabbiature. E ancora fuochi d’artificio e diffidenza, ragazze e sorrisi. Perchè Andrea è bello, è un giovane uomo. E’ presente, è vivo.

Non c’è niente di patetico, non c’è pietismo. Andrea è un ragazzo  solo un po’ marziano su questa terra. Entra in contatto profondo con il padre comunicando attraverso brevi frasi sul pc. Lì si scopre un lato intimo e interiore di Andrea che pare sempre sovrappensiero invece riprende la realtà fotogramma per fotogramma.  Un libro commovente e profondo.

Il libro: Se ti abbraccio non aver paura

L’autore: Fulvio Ervas

Bacino di utenza: un libro che consiglierei a tutti. A chi ama i reportage di viaggio, perchè questo è soprattutto un diario di viaggio, a chi invece predilige i libri più intimi e toccanti, perchè questo è ANCHE un libro che parla d’amore. L’amore profondo e incondizionato di un padre verso un figlio speciale. Non senza rabbia e momenti di stanca, la malattia di Andrea non permette di entrare troppo nel suo mondo, anche il padre ci riesce a tratti. Ma quello che colpisce è l’ottimismo e il divertimento di un padre e un figlio in un’avventura che certamente ricorderanno per tutta la vita.

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6 commenti

  1. Ho sentito varie interviste al padre di Andrea e si percepivano la sua intenzione non-strappalacrime, la sua forza, ma anche la sua equilibrata consapevolezza. Una cosa non ho capito: il fatto che il ragazzo non riesca ad esprimere a parole le proprie emozioni, ma a scriverle con il computer sì… Mi leggerò il libro!

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