Un amore assoluto (e non è un Harmony)

Un amore assoluto

Un amore assoluto

Ci sono libri che passano inosservati nella marea delle pubblicazioni italiane. Un amore assoluto di Johanna Adorján, ha avuto poca eco; anche cercando in rete, l’unica recensione l’ho trovata su WUZ.

Se non fosse stato per il consiglio di un’amica lettrice, anche io l’avrei evitato. Il titolo del libro era troppo  simile ad uno dei tanti Harmony che ho divorato in vita mia.
Non potevo neppure incolpare l’editore: il titolo italiano è la traduzione di quello originale.

Di amore assoluto si parla infatti, di un uomo e di una donna che non possono pensare di sopravvivere l’uno all’altra. Due anziani che, di fronte alla malattia di uno di loro, decidono che nessuno deve sopravvivere all’altro.

La nipote venti anni dopo cerca di ricostruire le vite dei nonni, ebrei ungheresi scampati all’Olocausto e sopravissuti ai campi di concentramento, sfuggiti all’occupazione sovietica dell’Ungheria e rifugiatisi in Danimarca. La storia alterna momenti di racconto e di indagine da parte della nipote a flash back sul giorno del suicidio dei nonni che in modo composto ed elegante, atteggiamenti che sempre li hanno contraddistinti nella vita, mettono fine alle loro vite dopo aver sistemato tutte le faccende in sospeso: eredità, cani, amici e ricordi.

Non c’è pathos, non ci sono pianti, non ci sono tragedie. La decisione estrema è una maturata a poco a poco nel corso della loro vita complicata. Il suicidio è totalmente assimilato e accettato, preparato attraverso la lettura di un libro che non viene distribuito in Danimarca, programmato nei minimi particolari, attuato con serenità. Un libro delicato e tenero che tocca temi attuali senza scadere mai nel patetico. Da leggere. Di seguito un passo del libro:

<<E’ ora> dice lei.
Si portano entrambi il bicchiere alle labbra e bevono tutto d’un fiato, come dice il libro. Al sapore amaro erano preparati, non è poi così male. Riappoggiano i bicchieri sui comodini.
<<Pista?>>
La mano di lei cerca quella di lui.
<<Si?>>
Nella testa, sensazioni ovattate. Tutte le luci sono accese ma a lei pare che ci sia un piccolo scatto di buio.
<<Pista?>>
Gli prende la mano.
Lui vorrebbe guardarla ma d’un tratto è così stanco.
Così stanco.
<<La ringrazio>>
Lui sente la pressione della sua mano
<<No>> dice. <<Sono io che ringrazio lei>>
Si fa buio.
Lei chiude gli occhi.

Il libro: Un amore assoluto
L’autrice: Johanna Adorján
Il bacino di utenza: amanti di Harmony state alla larga,  non è libro per voi! Questo è sì un Amore Assoluto ma elegante e delicato, senza fronzoli, rimpianti e patimenti. E’ anche un pezzo di storia europea del novecento, un frammento del puzzle che compone i movimenti degli ebrei sfuggiti dai rastrellamenti nazisti e successivamente dalle repressioni sovietiche in Ungheria.

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Un commento

  1. Sei una fonte preziosa! La lista si allunga ma ne vale la pena…

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