La fantascienza e le parole misteriose

Anche Non lasciarmi l’ho letto in inglese, e all’inizio è stato un disastro. C’era una parola, una parola facile, che sapevo cosa significasse. Ma nel contesto del libro non capivo cosa volesse dire. Se fossi una tipa precisa, una di quelle che non va avanti senza aver chiarito bene tutti i punti oscuri, mi sarei bloccata lì. Problemi di lingua.

E vi prego, sopportate uno dei miei incisi.

Almeno due volte leggendo in inglese mi è capitato questo fenomeno bizzarro; di incontrare parole che non riuscivo a capire cosa significassero in quel contesto; o che non riuscivo a trovare sul dizionario in una accezione convincente. Finché ho scoperto, solo alla fine, che quelle parole erano inventate dall’autore, o ridefinite per dare un nome ad una cosa che non esiste. Ma quando si legge in una lingua straniera come si fa a saperlo da subito? Non si sa; è una cosa che ti viene regalata in più, un finale a sorpresa aggiuntivo, senza sovrapprezzo, del quale i lettori madrelingua non godranno mai. Ah, le soddisfazioni!

Fine dell’inciso.

Dicevo, mi sono imbattuta in questa parola misteriosa. Ma dopo un po’  l’ho accettata col suo mistero, l’ho messa da parte. E ho continuato. E ho scoperto l’inverosimile: lettori, aiuto aiuto, qui si tratta di una storia di fantascienza. FANTASCIENZA! Io non leggo fantascienza, e voi? Ma questa fantascienza è diversa; è una fantascienza del libero arbitrio; del peso della scelta, e del non avere scelta. Della follia umana, e di quanto tutti gli uomini siano uguali.

E che ve lo dico a fare? C’è l’amicizia, e l’amore in conflitto con l’amicizia. C’è la scuola e la difficoltà di inserirsi, o di essere gli ultimi. Ci sono gli insegnanti, che ci cambiano la vita. E c’è l’amore più adulto, la volontà, la sofferenza, la perdita. E l’accettazione del proprio destino, per quanto ingiusto.

Non avevo mai letto Ishiguro, e non avevo idea di cosa mi aspettasse. Lo immaginavo più tradizionale, più convenzionale, nei temi e nella scrittura. Non mi aspettavo che fosse capace di inventare e rendere verosimile un mondo assurdo, fantascientifico appunto. Pensavo a quel polveroso film in costume che è Quel che resta del giorno, esercizio di stile di recitazioni perfette ma un po’ freddine. E invece Ishiguro è uno scrittore giovane, vivo vivissimo, e audace.

Ma chi se l’aspettava. Che crollasse anche il tabù della fantascienza. O tempora! O mores!

Il libro: Non lasciarmi

L’autore: Kazuo Ishiguro

Bacino di utenza: dalle donne innamorate dell’amore ai filosofi alle prese con i problemi etici generati dalla scienza. Nonne comprese.

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7 commenti

  1. Questo romanzo ha innegabilmente degli aspetti intriganti e anche se l’ho letto tempo fa ricordo che la prima parte, quella nel collegio, mi era piaciuta molto mentre avevo trovato che la seconda non mantenesse appieno le promesse e si incagliasse in una certa macchinosità. Il film, l’ho trovato deludentissimo. Resta comunque un libro avvincente per moltissimi aspetti, anche di tipo sociologico, un po’ come Cecità di Saramago.
    L’Ishiguro di “Quel che resta del giorno” però merita una lettura, uno dei libri che ogni tanto consiglio. Ormai qui da voi mi sento a casa;) Vivi

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    • A me questo Non lasciarmi è piaciuto e ha sorpreso. Ragione di più per seguire il tuo consiglio, e affrontare Quel che resta del giorno.

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