Il conservatore conservazionista

Mi sentivo in colpa mentre arrancavo tra le pagine di questo libro: il racconto in terza persona mescolato con uno in prima, la dura realtà dell’apartheid scomposta assieme ai pensieri di Mehring, ai suoi ricordi, ai suoi sensi di colpa, alla sua immaginazione. Non capivo cosa stava succedendo, in questa storia senza un inizio e una fine.

Il tema è delicato e forte allo stesso tempo: da una parte un afrikaner “milionario della ghisa”, che viaggia in Mercedes tra la città, dove frequenta gli ambienti della più alta società, e la sua farm nel veld, dove invece si ritrova faccia a faccia con la sua solitudine, il divorzio dalla moglie, il figlio adolescente che ha scelto di vivere lontano da lui,  la donna amata fuggita, ma anche con la terra, il vlei, le uova di faraona, il chiaro di luna. Dall’altra i suoi boys neri, che vivono in baracche di lamiera, si arrangiano a fare ogni sorta di lavoro per il padrone, coltivano, allevano il bestiame, uniti in un gruppo familiare stretto e solidale sotto la guida del “vecchio satanasso” Jacobus.

Solo alla fine sono riuscita a entrare nell’ingranaggio delle storie, a capire la grandezza del premio Nobel Nadine Gordimer e la potenza dei contrasti di cui parla, vissuti nel Sudafrica degli anni Settanta, dove “i neri vogliono le scarpe ai piedi”, ma hanno fermate per gli autobus separate da quelle dei bianchi e dove molti di loro vivono in riserve per uscire dalle quali hanno bisogno di un lasciapassare.

E più che capire, ho sentito l’atmosfera quasi cordiale ma mai vera dei dialoghi tra bianco e nero, ho vissuto la violenza di botte e morte,  e ho visto lo splendore di una natura immensa e la forza del fuoco e delle piogge devastanti, che fanno sparire le tracce dell’uomo per poi riportare alla luce quanto l’uomo aveva nascosto.

Ma loro, i neri, c’erano prima. “-Noi pensa forse successo qualcosa. – Ma può succedere solo a me. Loro sono sempre stati là e continueranno a rimanere là. Non possiedono niente e non hanno niente da perdere”.

Il libro: Il conservatore

L’autore: Nadine Gordimer

Bacino di utenza: Per tutti quelli che non vogliono dimenticare questa storia recente. Anche se forse si fatica a leggerla, come me.

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