Guarda ma non guardare…

La punteggiatura è un optional, i dialoghi ad intuito. Per comprendere chi stia parlando bisogna leggere più righe e rimane sempre il dubbio di non aver capito, all’inizio del libro mi è capitato più volte di rileggere intere pagine prima di afferrarne il senso. Dopo un po’ ho smesso di farlo, ho cominciato a fagocitare le parole in realtà scappando dai contenuti ritrovandomi a provare un senso di timore pensando “ Ho paura di cosa può accadere ora, cosa può esserci di peggio di quello che ho letto nelle pagine precedenti, quanta meschina bassezza dovrò ammettere di riconoscere nell’animo umano, compreso il mio?”

«(…)I buoni e cattivi risultati delle nostre parole e delle nostre azioni si vanno distribuendo , presumibilmente in modo alquanto uniforme ed equilibrato,  in tutti i giorni del futuro,  compresi quelli, infiniti, in cui non saremo più qui per poterlo confermare, per congratularci o chiedere perdono. D’altro canto c’è chi dice che sia questa l’immortalità di cui tanto si parla(…)»

Il Libro: Cecità

L’Autore: José Saramago

Il bacino di utenza: La mia amica Mina G. mi ha regalato il libro, confessandomi seraficamente:: “Lo uso come test, chi resta indifferente è un fetente“. Ho detto tutto.

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3 commenti

  1. Allora ho passato il test di Mina G. Per me rimane uno dei più bei libri letti da sempre: crudele, meschino, allucinante e pure perfettamente descrittivo della bruttezza dell’animo umano.

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    1. Pienamente d’accordo con voi e con Mina G. L’ho letto anni fa, ma ho ancora chiarissime nella testa alcune delle scene più o meno crude.
      Del resto ogni libro di Saramago, per me, è una grande scoperta.

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  2. Cecità è stato un libro difficile; istintivamente me ne sono ritratta, ho fatto fatica ad ingranare, un po’ lo ho odiato. Per l’angoscia che sia un libro di fantascienza profondamente realistico, per l’incapacità di accettare che la crudeltà è spesso inutile, sempre stupida.
    Che perdita Saramago però. Un vecchio che scriveva come un giovane, uno innamorato dell’umanità e profondamente cinico. Come faremo a vivere senza di lui?

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