Dominique Manotti – Vite Bruciate

Vite bruciate
Vite bruciate

Pondage è un qualsiasi paese della Lorena dove sopravvive una fabbrica della Daewoo; la fabbrica  vive solo delle sovvenzioni europee, la merce prodotta non ha mercato al prezzo di produzione, le norme di sicurezza è inesistente.  Per dirla con le parole della Manotti, sindacalista e storica: “La fabbrica che è al centro del romanzo è stata messa in Lorena unicamente per avere delle sovvenzioni e non per produrre. Produce soltanto una classe operaia persa, perché sa benissimo che non produrrà niente”. 

Le vite bruciate sono molte, sono quelle degli operai, degli immigrati di seconda generazione, delle donne che lavorano per mantenere i figli, dei capifabbrica con un vago senso dell’onore, dei giovani che credono, per un attimo, di essere padroni del proprio destino. Ed invece si trovano dentro ricatti finanziari di proporzioni immense. I giochi di potere fra i grandi magnati d’industria, come al solito, andranno a bruciare le vite di coloro che ogni giorno lavorano alla catena di montaggio mentre ai piani alti gli artefici di corruzione e ricatto resteranno ai loro posti, coperti, perché far scoppiare uno scandalo non converrebbe a nessuno. Sarebbe una sconfitta per tutti.

Quindi tutto tornerà come sempre, i morti seminati lungo la strada a causa delle fusione fra Daewoo e Thomson saranno bollate come “morti accidentali”, suicidi, incidenti. Basta conoscere le persone giuste ed ogni tassello tornerà al suo posto, ogni scandalo sarà sopito perchè “in una società come la nostra, un po’ all’antica, e con la cultura che ha, per farcela bisogna conoscere le reti reali del potere. L’associazione di cui parliamo (Associazione degli ingegneri del Politecnico) è una di queste reti e i suoi membri sono ai posti di comando di metà dell’economia francese…La loro associazione non resisterà al piacere di esercitare il suo potere, e verrà ascoltata…” (pag 275).

La finzione supera di poco la realtà perché la scrittrice francese, storica di formazione e di mestiere, con militanze in diversi movimenti politici e sindacali, ha preso spunto da un reale fatto di cronaca, lo scandalo finanziario della Thompson e la sua discussa fusione con Matra. Pondage è in realtà Longwy, una città che è stata uno dei poli più industriali di Francia e che ora è un paese dismesso di 2000 abitanti.

Critica sociale caustica e graffiante, dove non è facile distinguere bene da male, corruzione da onestà. Si parla di Francia ma a me sembra Italia, sembra Europa, sembra mondo.

Il libro: Vite Bruciate

L’autorice: Dominique Manotti

Il bacino d’utenza: tutti, da chi è stufo di essere solo parte dell’ingranaggio a chi guarda oltralpe come ad un altro mondo, un mondo migliore. Invece nulla cambia. Mai

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