La libertà è partecipazione

Lo diceva Gaber:
“La libertà non è star sopra un albero
non è neanche un gesto o un’invenzione
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.”

Ecco, so che questo forse non è il luogo migliore per discuterne, visto che qui si parla di libri, ma la partecipazione alla vita civile è quello che vorrei insegnare ai miei figli. Imparare a dialogare, a mettersi in discussione, a protestare per le cose che non si ritengono giuste, a prender parte alla vita civile. Io lo sto imparando ora, a 40 anni suonati, ed ancora mi è difficile esprimere con chiarezza le mie idee se sono differenti da quelle della maggioranza, ancora non so dire facilmente “no, non sono d’accordo – questo è razzista – questo è ingiusto – io non ci sto”.

Per questo mi sono innamorata di libri come Porte aperte, Il sentiero dei nidi di ragno, Se questo è un uomo, Il buio oltre al siepe, Sostiene Pereira, dei film di Ken Loach, delle canzoni di De Andrè, Guccini, di Leonard Cohen. Lì i protagonisti hanno tutti il coraggio di “partecipare” a qualcosa che ritengono giusto.

Nella nostra famiglia la giustizia, l’onesta e la lealtà erano come il pane quotidiano. Ma non la partecipazione, quella no. Ci sto arrivando ora con difficoltà, attraverso un lungo e faticoso cammino alla ricerca di me stessa.   I miei figli vorrei che ci arrivassero prima di me perchè, come diceva Martin Luther King:
“I was not afraid of the words of the violent, but of the silence of the honest.”

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