Scritto tra le interlinee ovvero l’insostenibilità dell’arredevolezza

Un libro ambientato in una Napoli appassionatamente descritta, la storia delicata e verosimile di una donna che aspetta la guarigione di una figlia arrivata per caso e amata da sempre.

Non so cosa abbia attratto la mia attenzione prima, anzi in verità lo so. La storia ha uno spessore discreto, ma è bella perché richiede una sensibilità tutta femminile per essere davvero sentita sotto pelle, è alla portata di molti ma non è per tutti.

Quello che non smette di stupirmi è la delicata e quasi pacata descrizione che la Parrella fa di Napoli, non è la prima volta che lo noto nei suoi libri e la ammiro per come riesce a tradurre le tinte cupe e ambigue degli aspetti più aberranti di una città contraddetta in un acquerello da impressionista dove il rosso del sangue di una coltellata diventa il fuxia della gonna a palloncino di una ragazzina in carne che corre su per i vicoli dei quartieri spagnoli. Ho avuto ancora una volta la conferma che Napoli o si odia o si ama, ma se la ami devi accettare di arrenderti a compromessi che ti cambieranno per sempre, che faranno di te una persona diversa, un nuovo tipo di sognatore viaggiante, che non apre gli occhi per non vedere. Non so se la amo.

Il libro: Lo spazio bianco                                                                   

L’autore: Valeria Parrella

Il bacino di utenza: Per chi lascia aperta la porta della stanza dei pensieri pensati, per tornare indietro a riprenderne qualcuno, prima o poi.

 

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