Il dolore è uguale per tutti

Cronaca di un disamore
Cronaca di un disamore

Finisce presto, questo libro dello splendido Ivan Cotroneo, un uomo eccezionale, colto, poliedrico, eclettico e pieno di ispirazione, come solo gli eletti sanno essere.

Io questa cronaca l’ho odiata e l’ho amata e ora sono pazza di lei! (Con questo cito l’autore che cita Celentano…)

Ci sono stati momenti in cui avrei voluto picchiare la voce narrante, urlare di smetterla chè il troppo è troppo e non serve a niente ripetere le stesse cose all’infinito perché il dolore è lì per tutti, nessuno ne è immune, prima o poi ci tocca e nessuno si senta escluso o superiore perché è per tutti, uguale, l’unico vero sentimento vecchio più del mondo.

Buffo però come quello che emerge dalla perdita dell’amato è prima di tutto il senso del possesso, la brama di trattenere l’altro e il dolore di percepirlo disgiunto da noi, esterno alle cose che ci appartengono, e ancora di più il dolore di essere noi ormai fuori dalle proprietà dell’amato ignorati e accantonati come una tivvù senza decoder.

Ho letto il libro con il mio spadino ditoforme pronto per essere puntato contro l’autore dicendogli: hai fatto manbassa di frasi altrui! Non ho potuto, Cotroneo alla fine del libro mi dà lo smacco perché lista tutte le frasi citate con gli autori, rinfodero lo spadino e…chapeau, la classe non è acqua!

Il libro: Cronaca di un disamore                                                         

L’autore: Ivan Cotroneo

Il bacino di utenza: Adatto a tutti i fortunati che si sono fatti bucare, più o meno virtualmente, il muscolo cardiaco, e questo bacino è un po’ affollato.

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