Orge Culinarie

 

Dopo tanto tempo mi spiace mettere in rete un commento negativo, ma da qualche parte dobbiamo pur ricominciare e poi…lo faccio a fin di bene, è una missione cosmica alla quale non posso in alcun modo sottrarmi.

Non ho letto il tanto acclamato “L’eleganza del riccio”, quindi mi sento di sostenere che il mio commento è scevro dal condizionamento generato dal confronto con un grande romanzo.

Il libro è molto breve, 142 pagine precedute da un titolo succulento, un titolo succulento seguito dal vuoto.

L’impressione è quella di un patchwork di stimoli letterari, il che nel momento della multiculturalità ci può anche stare, ma quando gli stimoli ti arrivano sotto forma di scopiazzatura di frasi ad effetto, di stili del racconto e di messaggi aulici, allora no, non ci sta più bene.

Mi sono sentita pugnalata a più riprese ma una su tutte, pag 80, (Lotte) Rue Delbet, la fine di questo capitolo è la fine del mondo, non vado oltre perché so che qualcuno vorrà leggerlo.

Disperati poi i tentativi di citare con finta raffinatezza i cibi e le emozioni associate. Insomma, faccio una citazione ad alti livelli :”Non lo salvo!”( Maria De Filippi, Amici).

Il libro:Estasi culinarie      

L’autore:Muriel Barbery

Il bacino di utenza:Utile metafora per chi non avendo ancora ben chiaro cosa desidera comincia con le cose che di certo non vorrebbe nemmeno volere!

 

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3 commenti

  1. A proposito della Barbery, io invece ho letto “L’eleganza del riccio” e mi è piaciuto pochissimo. La storia è carina e, più o meno, originale ma che sfoggio inutile di erudizione!!!!

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  2. Anche io ho letto “L’eleganza del riccio”. Condivido il commento di Polimena. Carino, ma non so da dove sia venuto il successo di vendita. Dall’ Associazione delle Portinaie? Boh, personalmente non mi ha lasciato molto.

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  3. Anche io ho letto “L’eleganza del riccio”. Condivido il commento di polimena. Carino, ma da dove è venuto il relativo successo di vendita? So di chi si è commossa leggendolo. Personalmente non mi ha lasciato molto.

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