Il sesso di mezzo: Middlesex

iddlesex
Middlesex

I figli di due fratelli, nella nostra società e soprattutto per la religione di Stato, non possono congiungersi carnalmente…non possono procreare e non possono assolutamentissimamente sposarsi. D’altro canto,  nel profondo sud, ma sicuramente c’è un parallelo anche al nord, si dice: (traduco direttamente dal vernacolo) “In primis giaci con tuo cugino di primo grado”, come a preludere a tutta una serie di più che legittimi e sindacali (nel senso di diritto di tutti) “giacimenti” successivi più sciolti e godibili.

La faccenda è, dunque, alquanto controversa ma perfettamente in linea con il dettame della sopra citata religione di Stato che ci insegna: siamo nati per soffrire, infatti l’evidenza sperimentale dimostra che spesso si è drammaticamente condannate ad avere dei parenti stretti eccessivamente sexy e purtroppo non manipolabili (nel senso tattile).
Detto ciò aggiungo, pur essendo superfluo, che in realtà il fatto di non procreare ( nel senso di giacere per duplicarsi ben diverso dal giacere just to do) tra parenti ha in realtà un risvolto genetico, in quanto la specie si migliora mescolando i DNA, il perché e il percome alla prossima puntata.
Ciò premesso per introdurre l’argomento, veniamo a questo libro, originale e davvero ben scritto.
Due fratelli (questo è troppo anche per me!) si innamorano, si trasferiscono da Smirne a Detroit, durante il viaggio si sposano e in America si costruiscono una nuova vita sulla menzogna, negando persino a sé stessi la realtà e vivendo nella paura che la loro unione possa essere punita con la nascita di creature deformi.
I due vengono risparmiati da punizioni, ma alla terza generazione un ulteriore matrimonio tra consanguinei inconsapevoli fa impazzire i geni e…Middlesex.
Per avere dettagli leggete il libro. Il finale è un po’ stanco, mi aspettavo di più, il libro è così pieno di trovate geniali che devo dire le ultime pagine non sono per niente all’altezza.
L’autore: Jeoffrey Eugenides
Il libro: Middlesex
Il bacino di utenza: Per tutti quelli che almeno una volta nella vita si sono trovati giusto al centro, né carne né pesce, né a nord né a sud e poi…hanno scelto, sul filo di lama, in equilibrio sullo spartiacque si sono consapevolmente lasciati andare per cadere dove dava loro più felicità o, magari, rimanere nel mezzo.
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