Mille anni che sto qui

Mille anni che sto qui

 

Dopo aver avuto notizia della assegnazione del Premio Campiello, mi è nata la curiosità di leggere questo libro, che ho visto presentare dall’autrice durante la serata dei finalisti trasmessa in TV.

Mi è piaciuto, è un racconto amabile e poetico che si snoda attraverso le vicende di una famiglia in quel di Grottole, un paesino reale e di poche anime sperso nella Lucania. Gli anni in cui si svolge questa saga famigliare sono quasi 150, dall’unità di Italia al crollo del muro di Berlino. In un libro scritto da una donna, le protagoniste non possono essere che le donne, ma le figure maschili si distinguono tutte, perché sono uomini comunque affascinanti, romantici e di carattere, Don Francesco, Mimmo e Rocco sopratutti.

Sono storie di amori, di dolori, ma anche di passione politica. Si sfiorano i temi della vita contadina, del cafone e del ricco, dell’analfabeta e dell’istruito, dell’emigrazione verso “la Merica” e “l’altitalia”. Tante sono le storie che scorrono negli anni per le persone della famiglia e vicine alla famiglia. Le ultime vicende sono quelle legate alla vita di Gioia, che riunisce in sé tutti gli aneliti dei tanti componenti della famiglia. Da Grottole alla città di Monopoli, a Parigi, dove si rifugia perché in Italia è coinvolta in episodi di eversione politica, e da dove viene riportata nuovamente a Grottole dalla madre per essere curata. Qui recupera i suoi ricordi, l’affetto e la tenerezza della nonna Candida, che vive i suoi ultimi giorni dopo aver detto “mi pare mille anni che sto qui”.

Verso la fine, il racconto si fa quasi sogno e spesso i contorni della realtà si perdono per chiudersi con la riflessione finale di Gioia: Grottole probabilmente le è sempre stata stretta, ma ora si accorge con tristezza che sbagliava. Però è tardi, guardando dal finestrino del treno, osserva che qualcosa è cambiato in Lucania e il suo sguardo non è più libero, ma come una mosca che sbatte contro il vetro, si deve fermare contro un pilone, un cartellone pubblicitario o un muro di cemento. E Gioia ne celebra la perdita con “un funerale senza lacrime”.

Il Libro: Mille anni che sto qui

L’autore: Mariolina Venezia.

Il bacino d’utenza: una lettura che scorre veloce e leggera nonostante il lungo arco temporale interessato; un libro che riscalda il cuore…

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4 commenti

  1. danielonda · · Rispondi

    Grazie!Sei stata la mia cavia, te ne sono grata; Ho pessima opinione con i premi letterari, ormai è noto, ma questo lo leggerò e poi…parla “ddò profonto sudd”.

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  2. fraliba · · Rispondi

    vedrai ti piacerà…e poi, piccolo libro, piccolo prezzo

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  3. anonimo · · Rispondi

    Forse dovrei vergognarmene, ma ho sentito l’autrice intervistata da Marzullo: è una conversatrice noiosissima; grazie a fraliba, le concederò una possibilità!

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  4. cugginageno · · Rispondi

    PS: il commento di sopra è mio; pardon per l’involontario anonimato…

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