Il DJ, la professoressa e l’alunno con seri problemi caratteriali

Mi appresto a fare questa recensione con una sorta di timore, quello che ti prende quando sembra che tutto remi contro il tuo giudizio e solo tu dissenti, esci fuori dal coro. In realtà non è esattamente questo il caso dal momento che dopo poche rapide interviste su questo libro nessuno ne ha tessuto le lodi. Invito, anzi, quanti più lettori è possibile, a inviare i loro commenti
E allora? Direte: perché tanto timore?. E’ presto detto, l’autore, oltre ad aver scritto Io non ho paura, ha vinto il premio Strega di quest’anno con il libro Come Dio Comanda. Io spero sinceramente che il giovane Ammaniti abbia tessuto una trama toccante e avvincente in un’opera degna del premio che ha vinto. Sarà mia premura verificare.
Quanto al libro in questione, Ti prendo e ti porto via, è un affollamento di spunti poco sviluppati e di inneschi esplosivi che fanno cilecca, insomma un ferrarino con il freno a mano tirato.
La storia è sicuramente intrecciata, piena di personaggi e riporta una descrizione abbastanza fedele dell’Italia di provincia e dell’Italia in genere. E’vero, come dice la recensione di Panorama, che è “un libro che si legge in un soffio”, scorrendo le pagine vai avanti e avanti e avanti sperando che qualcosa si smuova, che il racconto prenda quota. Invece sul più bello si sgonfia tutta la suspance e sbucano trovate grottesche ma di scarsa presa emotiva. Quello che c’è di bello, lo trovi tra le righe, perché in tanto sentire ognuno di noi può ritrovarsi nella moltitudine di situazioni e personaggi che sono descritti, è chiarissimo l’intento dell’autore ma si sostanzia in una maniera, secondo me, poco efficace.
In ultimo delude un pò la conclusione del racconto perché il giovanissimo protagonista, descritto fin dall’inizio come un tenerissimo ignavo invertebrato, resta tale senza nessun riscatto morale, fino all’ultima pagina, fino all’ultima riga. Insomma non c’è speranza, chi nasce tondo non può morire quadrato, è una visione rassegnata delle cose che appartiene, credo, a pochi. Non sconsiglio la lettura del libro, però non caricatelo troppo di aspettative.
Il libro: Ti prendo e ti porto via
L’autore: Niccolò Ammaniti
Il bacino di utenza: Per tutti quelli che non si fanno mai venire a prendere ma si incamminano con i propri mezzi: è l’unico modo per andare via quando e con chi ci pare e piace.
Annunci

Un commento

  1. polimena · · Rispondi

    Sei sempre la mia recensitrice (??) preferita! Questo non l’ho letto ma Io non ho paura mi ricorda mi era piaciuto molto…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

GiGi Il Giornale dei Giovani Lettori

Un blog che racconta libri per bambini e ragazzi, fumetti, film e app di qualità.

operaidelleditoriaunitevi

Just another WordPress.com site

Gli Archivi di Uruk

Database di genere in italiano

Stetofonendo

Libri (e non solo) in buona e in cattiva salute

trecugggine

le cugine parlano di libri

Materfamilias

materfamilias : mater|fami¦lias - The female head of a family or household

Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Il Consigliere Letterario

L'avventura infinita di un lettore. E di chiunque voglia partecipare al viaggio

minimo

storia di una minimalista alle prime armi

Muninn

libri da ricordare

Instamamme

le cugine parlano di libri

BookBlister

PILLOLE DI LIBRI (E ALTRE STORIE)

lepaginestrappate

(La mia Masafuera)

RobertoLucchetti

Scienze Letteratura Sport...

LaVersionediMari

"Tonica, terza, quinta, / settima diminuita. / Resta dunque irrisolto / l'accordo della mia vita?" G. Caproni, Cadenza, 1972

Le librerie invisibili

Et tout le reste est litterature. Verlaine

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: