La mente nel vano dietro la libreria: Il prigioniero

il prigioniero
Il prigioniero

Puntuale, senza volerlo, vi trasmetto la mia recensione su Il Prigioniero proprio nei giorni in cui è stata scovata un’altra cellula BR e la paura riprende a serpeggiare tra tutti. Dal libro è tratto il film “Buongiorno notte”, ho visto prima il film e poi mi sono detta che forse era il caso di leggere il libro. Si, era il caso. L’autrice è una componente del gruppo BR che tenne segregato Aldo Moro, brigatista pentita, ma poi se ti penti…si può dire che credevi davvero nell’ideologia che ha nutrito i tuoi impulsi ad agire? E ancora: chi sono i brigatisti?

Non ne so molto, questa è la verità, e come me tanti italiani non ne sanno granché, e tra le pagine del libro hai sempre la sensazione di essere in una matassa che si aggroviglia e si sgroviglia all’improvviso, dopo tanti anni i nomi dei politici in cui ci si imbatte sono sempre gli stessi e più di una volta si ha la sensazione che la morte di Moro abbia fatto comodo a più parti politiche in Italia e che lui e la sua famiglia siano stati gli unici a pagare un prezzo per tutta la faccenda. Ma non c’è solo l’ostruzionismo, innegabile,  riguardo alla chiarezza sull’accaduto, c’è anche un blocco personale a scandagliare le posizioni di queste persone, la paura che i clic, di cui parla l’autrice, possano scattare in ognuno di noi perché al di là della fede politica “la cervella è una sfoglia di cipolla” e non sempre riesci dominare le pulsioni più profonde e il desiderio di cambiare il mondo, ma è pur vero che nulla giustifica la morte di altri esseri umani.
Il libro: Il Prigioniero
L’autore: Anna Laura Braghetti e Paola Tavella
Il Bacino di Utenza: Tutti coloro che vorrebbero una memoria storica, la verità e la giustizia. Perché l’Italia è ormai un “misterificio” e la produzione non si arresta mai.
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3 commenti

  1. Bella recensione, questo libro lo voglio leggere. Mi piace, dopo 30 anni, andare a rileggere la complessità di eventi che hanno segnato in modo indelebile la nostra infanzia scatenando dentro di noi, bambini, paure profonde. A questo si aggiunga che Moro è stato ucciso qualche giono prima della morte di mio padre e questo, inevitabilmente, ha fuso nella tristezza e nella paura due eventi completamente slegati fra loro.

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  2. grazie polimena, sono andata subito sul sito e ho trovato un bellissimo documento sul caso moro e il suggerimento per un libro sul sindaco Rago rapito a battipaglia nel 53 e forse vittima della lupara bianca, non ne sapevo niente!

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