Niffoi: incompiuto

Sono stata a Pisa qualche mese fa: il viaggio della Vampa d’Agosto; per fortuna, tanti vecchi amici dell’università mi hanno dato una valanga di consigli libreschi. Non ho potuto seguirli ancora tutti, ma una menzione speciale la merita la mia carissima amica Tiziana: non solo mi ha caldamente consigliato La vedova scalza, di Niffoi, ma me lo ha anche generosamente prestato, pur con la prospettiva di non rivedermi, e quindi di non riaverlo, per molti mesi. Grazie, Tiziana, presto ti inviterò nel nostro blog. Per adesso, riferisco della vedova, ma vi confesso che non l’ho ancora finito: come nel caso di Camilleri, è scritto in una lingua magica, il sardo. Magica? Sì, la magia del suono e del sentimento, e perdonatemi se indulgo in sdolcinatezze: decine di parole dal suono e dal significato oscuro, ma musicali, che cantano al lettore melodie avvolgenti, anche se incomprensibili. E oltre alla lingua, la scrittura di Niffoi è inequivocabile: ama tutto quello di cui scrive; ed è decisamente contagioso. Leggetelo, nel frattempo finirò la vedova, e vi aggiornerò. Per Gina: la minaccia della terza cugina mancante incombe ancora su di te; chi ha orecchie per intendere…

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